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09 February 2011 @ 05:41 pm
[Fic] The fifth season  

Titolo: -The fifth season-

Parte:One shot (seguito di Tipsy Love ^^)
Parole: 2700 Ca 
Gruppo: Kat-tun
Coppie:JinDa
Genere: Introspettiva, un pò comica ^^
Rating:  pg-17
Disclaimer:I nomi non sono miei, i personaggi sì
Warning:Yaoi, boy's love, shounen ai, chiamalo come vuoi
Note: By Gioia-san: “il nuovo componente dei kat-tun: UEDE TASTUYA! WOOOOOOO” <--questo vi dimostra lo stato psico-mentale in cui mi trovo mentre scrivo il nome di Ueda in questo seguito... Povero x°°°D L’ho fatto diventare un’altra persona xD Fortuna che non verrà mai a sapere delle idiozie che si sparano qui in italia ^^ Si spaventerebbe di sicuro!!! <3<3
Le tematiche del capitolo sono: Realtà e gelosia... mah... speriamo che non mi si ‘impellicci’ (xD)!! Comunque... ho un po’ di amaro in bocca... cercherò di non farlo sentire troppo ^^ Buona lettura <3



“Ogni volta che ti avvicini ecciti il mio cuore di nuovo.

Ora inizio a perdere il mio senso delle stagioni.

Lo so, è “amore”.

Sta traboccando.”


 

Le stagioni sembravano essersi impazzite improvvisamente.

Eravamo partiti che era inverno inoltrato. Congelante, freddo , noioso, irritante.

E poi eravamo arrivati lì, in una cittadina sperduta dell’Australia, e cosa ci aveva dato il benvenuto? Un sole cocente e un’afa pazzesca.

Nel momento in cui eravamo scesi dall’aereo mi ero sentito improvvisamente soffocare. Quello sbalzo termico era stato troppo irreale.

Avevo cercato di guardare il sole facendo una smorfia.

“Qui siamo nell’emisfero australe...” aveva cercato di spiegarmi Jin, con pochi risultati. Lo avevo guardato senza afferrare il concetto. Emisfero australiano o meno, era veramente troppo caldo. Insopportabile.

Quasi quasi rimpiansi i guanti e il cappello. Anche il cappotto... magari quello che mi aveva poggiato Jin sulle spalle giusto la settimana prima...

 

<<Addosso, solo la camicia bianca che indossava come divisa da lavoro.

Quell’idiota prenderà un raffreddore... pensò Akanishi accelerando il passo per raggiungerlo, poi si sfilò il giaccone e glielo poggiò sulle spalle. Ueda si voltò spaventato.

“Ah...” disse solo, vedendolo.

“Ti aspettavi il principe azzurro?”

Ueda abbozzò un sorriso, poi tornò serio e si strinse nel cappotto di Akanishi. E’ caldo...>>

 

E quell’afa era diversa dal calore che mi aveva avvolto quella sera.

Arrossii, tornando con la mente a quel momento. A quel momento in cui mi ero davvero sentito bene, stretto tra le braccia di qualcun altro, senza spaventarmi. Senza spaventarmi, lo avevo baciato...

 

Poi, in quell’aeroporto sconosciuto,  Jin mi prese per mano interrompendo il flusso dei miei ricordi. Sobbalzai.

Decisamente, non ero ancora abituato al suo essere così diretto...

Mi condusse via. Prendemmo un treno, poi un taxi. Il paesaggio che veloce scorreva fuori dal mio finestrino era totalmente diverso da quello di Kanagawa, la mia città natale, e ancora più differente da quello di Tokyo, così opprimente.

Non c’erano grattaceli immensi, né sterminate autostrade. Tutto era verde... o giallo... o azzurro, se guardavo in alto. Quel grigio... quello dell’asfalto, delle case, e addirittura del cielo, era svanito. Tutto era più saturo, persino la pelle delle persone che camminavano per il paese.

Guardai  Jin, seduto nel taxi accanto a me. Mi sorrise. 

Disse che avremmo alloggiato in un ostello in riva all’oceano gestito da due ragazzi giapponesi, suoi vecchi amici.

Annuii. Avrei conosciuto ogni minima persona legata in qualche modo a lui, avrei setacciato ogni granulo di quella spiaggia su cui aveva corso da piccolo, avrei ascoltato il rumore del mare, lo stesso che anni fa gli aveva cullato il sonno... e poi... avrei imparato a conoscere lui, la sua storia, la sua personalità... in modo da poter finalmente comprendere anche me stesso.

 

“Vedrai, Tacchan... saranno tutti molto gentili” mi disse Jin una volta arrivati davanti a quell’edificio.

Osservai il suo viso sorridente, poi le nostre dita intrecciate.

“Sì...” risposi, ma non ne ero poi tanto convinto. Cosa potranno pensare di me? Di te? Di noi? Percepii lo scrosciare delle onde in lontananza, e questo bastò a rassicurarmi.

 

Sebbene ci fossero tre piani, l’ostello non sembrava molto grande, ma in  compenso era accogliente. Secondo i miei calcoli avrebbe potuto contenere al massimo una cinquantina di clienti.

I ragazzi che ci vennero a dare il benvenuto erano vecchi amici di infanzia di Jin.

Lasciò la mia mano.

“Jin!! Quanto tempo!! Non abbiamo più avuto tue notizie da mesi!” gridò uno e lo abbracciò. Cercai di sorridere. Andava tutto bene.

“Mah...” rispondeva  Jin salutando in giro “Ho avuto un po’ da fare in questo periodo...”

“Hai ritrovato lavoro?”

“Non ancora... ho avuto da fare, ti ho detto” e si misero a ridere.

Abbassai lo sguardo... alcuni di loro erano australiani e si rivolgevano a lui in inglese. Jin conosceva tanto bene quella lingua? Ecco un’altra cosa che mi era sfuggita...

“Insomma...” lo incitò uno dei due proprietari “Come vanno le cose con Kazuko?”

Kazuko?

“Kazuko...? Aaah! Sì... beh, mi ha mollato. Ed è fuggita con un professore.”

Jin continuava a non guardarmi, e io tenevo lo sguardo a terra. Kazuko era Kazuya? Non aveva detto loro di essere gay? Mi cadde la borsa di mano. L’altra, quella libera, quella che aveva stretto la mano calda di Jin fino a pochi istanti prima, la strinsi a pugno, al punto da conficcarmi le unghie nella pelle.

“Ah, che peccato! Ma sai... le australiane sono molto carine!”

Un nodo alla gola.

“Ah... ma non ne ho bisogno” rispose Jin. Osservai i suoi piedi voltarsi, verso di me. Lentamente alzai lo sguardo.

Gli altri nella hall mi osservarono. Finalmente vi siete accorti di me?

Cercai di aprire la bocca, almeno per salutarli... ma le labbra erano incollate.

Jin mi sorrise e i suoi occhi neri brillarono.

“Ora è lui ciò di cui ho bisogno... non mi occorre altro”

Il nodo si sciolse, e mutò in una fugace, bollente, liberatoria lacrima.

Non se ne accorse nessuno... solo Jin si allarmò improvvisamente e si avvicinò, prendendomi entrambe le mani.

“Tatsuya...?” mi sussurrò.

La hall dell’ostello fu percorsa da sussurri indistinti.

“Jin... he’s a boy, isn’t he?” chiese uno di quegli australiani, uno dalla pelle scurissima e capelli rasta. Non afferrai il concetto, ma avevo sentito chiaramente la parola ‘ragazzo’.

Jin si voltò, senza lasciare andare la mia mano.

Yeah” rispose semplicemente, e il ragazzo rasta gli sorrise di rimando.

“Benvenuto allora!” mi disse un proprietario inchinandosi leggermente, seguito poi dall’altro “Noi siamo Kitayama e Fujigaya, per qualsiasi problema, conta pure su di noi”

Mi inchinai presentandomi e Jin strinse ancora di più la mia mano. Forse sarebbe andato tutto bene veramente.

 

Quando aprii la finestra della nostra nuova camera mi resi conto che si stava facendo quasi buio. Eravamo all’ultimo piano, e da quell’altezza si riusciva ad ammirare l’orizzonte dell’oceano che, dopo essersi arrossato a causa del tramonto, tornava ad imbrunirsi.

Una leggera brezza mi scompigliò i capelli. Jin si avvicinò alle mie spalle, e mi mise un braccio attorno alla vita, poggiando la testa sulla mia spalla. Spostò i miei capelli dietro l’orecchio e prese a sfiorarmi la pelle del collo con le labbra.

“Tatsuya...” ripeté, con la sua solita voce lasciva “Hai paura?”

Socchiusi la bocca. Le sue labbra, che continuavano a setacciare leggere il mio collo, mi stavano facendo impazzire.

“Di cosa dovrei aver paura...”

“Prima, stavi piangendo... Perché? Se hai paura possiamo tornarcene in Giappone anche subito” sussurrò, e poi quelle labbra tornarono a tormentare la mia pelle.

Sbuffai. Ti stai preoccupando per me... o vuoi solo eccitarmi?

Mi voltai nell’abbraccio per affrontare i suoi occhi.

“Questa è la nostra fuga dalla realtà... non mi arrendo così facilmente, che credi?”

I lati della sua bocca si arricciarono in un ghigno.

“Io credevo che fosse la nostra... luna di miele”  rise ed io spostai lo sguardo visibilmente arrossato.

“Jin... perché hai mentito su Kazuya?” chiesi senza preavviso.

Non rispose subito. Improvvisamente strinse di più la mia vita e lasciò andare il suo corpo contro il mio, poggiando la testa sul mio petto: sembrava un bambino piccolo.

“Due anni fa, appena dopo essermi fidanzato con lui, sono tornato a fare una visita ai miei vecchi amici, qui in Australia... mi sono ubriacato... e gli ho detto di essermi fatto una tizia in Giappone... una certa ‘Kazuko’, e che stavamo insieme...”

Non dissi nulla e lasciai che continuasse.

“Non so perché il mio ‘io ubriaco’ si è voluto inventare una storia simile... ma da quel momento non gli ho più detto la verità... ed è rimasta ‘Kazuko’, fino ad ora”

La sua voce tremava. Parlare di Kamenashi gli causava ancora dolore? Lo strinsi di più a me. Pettinai con le dita i suoi capelli che ancora profumavano di sole.

 “Ma su di te...” continuò “Non mentirei nemmeno da ubriaco”

Mi immobilizzai. Mentire?

Ma cosa importa... La storia d’amore perfetta che continuo a ricercare disperatamente non esiste comunque. Prima o poi mi farai soffrire anche te...

Sorrisi.

“Jin, non importa cosa vorrai farne del nostro rapporto, io non ti farò mai soffrire”

Mi guardò spaesato. Ovviamente non poteva capire quello che volevo dirgli, dal momento che quella frase era il frutto di un mio pensiero. Ma a me bastava che lui sapesse quello.

Gli presi il viso tra le dita e avvicinai le labbra. Ricambiò il bacio spingendomi contro la finestra.

Ebbi paura, quando con la mano mi tirò giù la cerniera. Mi guardava fisso negli occhi e intanto infilava una mano nei miei slip.

“Tatsuya, non sei vergine, vero?” mi chiese, e sapeva già la risposta. Era no, e allora perché mi tremavano le gambe?

Scossi la testa e Jin avvicinò le labbra al mio orecchio, mentre strinse il mio fallo già ingrossato con le dita. Mi morsi le labbra per non gemere.

“Chi?” chiese “Chi è stato?”

Non risposi e lui strinse più forte, sai già la risposta anche a questa domanda?

Iniziai a sentire il sapore del sangue che usciva dal labbro.

“Kazuya...” mi lasciai sfuggire e lui mollò la presa. A quel punto lo presi immediatamente per la maglia e lo spinsi sul letto. Ti piacciono i giochini, eh...

“Ti ho fatto arrabbiare?” chiese con un sorrisetto beffardo da prenderlo a schiaffi.

La luce si era fatta soffusa. Quel ragazzo disteso sul letto aveva sul viso le stesse ombre di quella sera...

 

<<Kamenashi andò diritto verso Akanishi e, dopo averlo trascinato lontano dalla pista, iniziò a dirgli qualcosa in un orecchio. Akanishi si mise a ridere di gusto.

Ueda poteva vedere le loro labbra muoversi ma, ovviamente, non capiva una singola parola di quello che stavano dicendo. A un certo punto sporse di più il collo, perché le persone che passavano gli impedivano di vedere le loro figure...>>

 

Il fatto che fosse stato con Kazuya, probabilmente, faceva soffrire più me che lui.

Sbuffai e mi avvicinai al comò accendendo l’abatjour. La luce vibrò sulle pareti bianche per qualche secondo e il volto di Jin fu illuminato da una luce diversa, più tenue e rassicurante.

“Immagino che non sei mai stato sotto con lui...” gli dissi secco, salendo poi gattoni sul letto e posizionandomi sopra di lui, le ginocchia ai lati del suo corpo. Cercavo di restare freddo, ma il suo sguardo era troppo penetrante. Mi stava mangiando con gli occhi e io mi scioglievo sotto l’influsso di quelle vibrazioni.

“Vuoi spaventarmi...?” sussurrò socchiudendo le palpebre. Poi allungò le braccia portandole dietro alla mia testa.

Lo baciai, lentamente, senza fretta, e con altrettanta calma iniziai a slacciargli i jeans. Lui restava ad occhi chiusi, e rimaneva disteso. Inerme, rilassato.

Sussultò solo quando iniziai a far scorrere le mie dita fredde sul suo petto, per poter sfilargli la maglia. Impiegai tantissimo tempo per spogliarlo. Le mie dita sfioravano lente ma decise il suo corpo, e la sua pelle si imperlò di sudore in breve tempo. Tolsi anche la mia maglia e lui, istintivamente, posò le sue mani sul mio petto. Gliele afferrai veloce, e, stringendogli i polsi, le riportai ai lati della sua testa.

“Fermo...” dissi, i miei capelli che sfioravano il suo viso scoperto. I suoi capelli sparsi sulle lenzuola candide. La luce arancio chiaro che colorava tutto delle sfumature del sole al tramonto.

“Muoviti...” mormorò solo. Gli allargai di scatto le gambe e slacciai la zip dei miei pantaloni.

Sorrisi con un ghigno. Se quella doveva essere la nostra luna di miele... tanto valeva renderla tale.

 

La mattina dopo fui svegliato da lamenti provenienti alle mie spalle. Mi voltai e vidi Akanishi rigirarsi nel letto mugugnando parole senza senso. Socchiusi gli occhi, il sole mattutino che entrava dalla finestra ancora aperta era accecante.

“Jin...” dissi a bassa voce, mentre mi voltavo verso di lui.

“Ahh...” continuava a mormorare con voce sofferente “Mi fa male tutto...”

Scoppiai a ridere. La mia vendetta d’amore era stata efficace.

Mi diede un debole pugno sullo stomaco. “Che cazzo ridi?”

“Scusa” sorrisi “Anche io sono un po’ indolenzito...”

“Un po’? Io sto morendo...!” continuò a lamentarsi, poi mi tirò vicino a sé e mi strinse tra le sue braccia “Forse é la boxe  che ti dà tutta questa resistenza fisica... senti che sederino!”

“Jin!” sobbalzai arrossendo “Che tocchi?”

“Come? Ieri notte non facevi così il pudico!”

“Ieri c’era un’altra atmosfera!”

Iniziò a darmi leggeri baci a fior di labbra. Trattenni il fiato. “Così l’atmosfera è abbastanza romantica?” chiese sulle mie labbra.

Tornai a respirare, sebbene con qualche difficoltà.

“Non c’entra il romanticismo... è... è il sole.”

Jin rise.

“Ma tu non odiavi il freddo?”

“Sì” ...forse... “Ma fa uno strano effetto vedere il tuo viso illuminato da una luce che non sia quella artificiale del pub o di un lampione...”

Tornai con la mente alla sensazione provata il giorno prima sentendo il profumo dei capelli di Jin impregnati di sole cocente.

“Se vuoi torniamo al locale, come una normale coppia... e non più come cliente-barista” disse chiudendo gli occhi e sprofondando il viso tra i miei capelli arruffati.

“No... ho smesso di lavorarci perché non voglio più avere niente a che fare con quel posto... maledetta quella sera in cui sei entrato lì dentro!”

Silenzio.

“Mi dispiace...” sussurrò. Alzai il viso per incontrare i suoi occhi, non mi avrà mica preso sul serio?

“Non dicevo sul serio! Stavo scherzando!!” cercai di fargli capire, quasi urlando.

Rise piano. “Mi dispiace... stai ancora male a causa mia”

Cercai nei suoi occhi una risposta. Da quel momento in cui ti ho visto per la prima volta, volevo dirgli, non sono stato più male!

“Avrei voluto incontrarti prima... prima di Kazuya...”

 Cosa?

“La mia relazione passata con lui ti fa soffrire... è per questo che quando parliamo di lui gli occhi ti diventano improvvisamente opachi?”

“I miei occhi...?”

Si è accorto della mia gelosia? Certo... non ci voleva molto... però, fingere di niente e andare avanti sarebbe stato più facile, no?

Sorrisi.

“Lascia stare... va tutto bene”

“Non va bene...” disse e mi strinse di più. Con le dita iniziò a disegnare cerchi sulla mia schiena. “Non va bene... vorrei farti capire, Tatsuya, che ora nella mia vita ci sei solo tu...” fece una pausa “Ieri sera, mentre facevamo l’amore... anche se non con le parole, te l’ho gridato tante volte... non mi hai sentito?”

Ero stato talmente preso da quella cazzata della ‘vendetta’ da non essermi accorto di nulla. Avevamo veramente fatto sesso? Veramente?Non mi ricordo nulla... Possibile che, alla fine... la vittima di tutta questa mia gelosia, sono diventato io stesso?

“Jin... sono un idiota”

“Forse un pochino...” gli pizzicai un braccio “Okay, ritiro!... Ora però ho un favore da chiederti”

Aspettai in silenzio.

“Per favore, dimenticati di Kazuya... dimenticati della sua immagine accanto a me e guardalo come una persona con cui io non ho mai avuto nulla a che fare...” sorrise “Accanto a me, immagina solo la tua figura, okay?”

Stavo per piangere di nuovo. Per colpa tua sto diventando un piagnucolone!

Annuì.

“Però lo devo ringraziare lo stesso...” trattenni le risate “Perché ho notato che a letto ti ha insegnato un paio di cosucce interessanti!”

Scoppiammo a ridere entrambi. Il sole era proprio alto in cielo, forse è mezzogiorno, e io ho fame...

In quel momento gli squillò il telefono. Era un messaggio da parte di Koki:

<Che combinano i miei due pinguini emigrati nei paesi caldi? <3 E’ passata la stagione dell’accoppiamento? :p>

“Degna conclusione del discorso, vero?”

“Già... Koki sa sempre come essere opportuno”

Sciolsi l’abbraccio, e mi alzai dal letto. “Preparo il pranzo?”

Jin ci mise un quarto d’ora a mettersi seduto, poi annuì e infine si alzò in piedi.

“Dannato...” mormorò “Potevi almeno usare della vasellina...”

“Non ce l’ho...”

“Ma io sì! Bastava chiedere!”

“Scusa, è la prima volta che sto sopra!”

“Non è una scusa questa!

Cercai di non ridere, e intanto raccattavo qua e là qualcosa per preparare un pranzo degno di questo nome.

“Ne, Tacchan... quando torniamo, vieni a vivere da me?”

“Solo se la smetti di chiamarmi in quel modo... non ti ho ancora dato il permesso.”

“Ma Koki ti ci chiama!”

“Perché lui è mio cugino...”

“Ehhh?”

“Non te l’ho detto?”

“No! Quel rompi... e dire che ero pure un po’ geloso all’inizio... per via della tua intervista alla radio...”

Lo guardai di sottecchi mentre si rivestiva con la lentezza di una lumaca.

“Dopo pranzo andiamo a fare una nuotata?”

Alzò gli occhi. “Sai addirittura nuotare?” chiese provocandomi.

“Al massimo vieni te a salvarmi...”

Sbarrò gli occhi. “Ma tu senti questo! Che fantasie perverse!”

“Io?! Chi voleva provare quella posizione impossibile ieri sera? Com’è che l’hai chiamata? Il ponte di Brooklyng? Ma se nemmeno so dove sta, ‘sto ponte!”

Scoppiò a ridere.

“Hai bisogno di qualche lezione di geografia te”

“Hai ragione, sensei”

 

-THE END-

Commento finale:
Yay! Finita! Pensavo sarei stata più pessimista, invece alla fine sono stati tutt’e due dolciotti *o* (più o meno... fortuna Koki!! <3)

Solo... non sono riuscita a scrivere la scena sadomaso!!! (Sono stata due giorni bloccata >.<) Ahah... però qua e là ci sono indizi x°°D

Che altro dire... ci sarebbe da scrivere una riflessione lunga tre pagine sulla personalità dei due personaggi, ma ve la risparmio... e lascio spazio a conclusioni personali ^o^

Ci vediamo! (Alla prossima JunKi, forse!)



 
 
Location: Ueda's heart <3
Mood: coldcold
Music: eternal - JA
 
 
 
sylviakunsylviakun on February 10th, 2011 11:38 am (UTC)
“Ora è lui ciò di cui ho bisogno... non mi occorre altro” oddiooooooooooo questa frase mi ha fatto piangere lo giuro T_T sentirsi dire dal "tuo ragazzo" una cosa così........oddio io sarei morta.

“Dannato...” mormorò “Potevi almeno usare della vasellina...”

“Non ce l’ho...”

“Ma io sì! Bastava chiedere!”

“Scusa, è la prima volta che sto sopra!”

“Non è una scusa questa! ecco anche questa mi ha fatto piangere dalle risate xo' XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD JIN SEI FANTASTICOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO XDDDDDDDDDDDD. ti prego scrivine ancora xche sei troppo bravaaaaaa. XDDD

Cry-Chan desu <392missmurder92 on February 10th, 2011 01:17 pm (UTC)
uuuh grazie del commento!! *O* Sono felicissima che ti sia piaciuta T__T

comunque... jinjin mi viene sempre un pò così, dolciotto e comico x°°D chissà perchè ^^

Grazie per aver letto tutto questo "ciclo"!!! che billuuuu <3<3 grazie grazie grazie xD

un bacio!!<3

ps. sta notte ho sognato che per compito a scuola dovevamo scrivere una ficci e io ho consegnato questa qua x°°°D sono fusa x°D

ps2. hai vistoooooooo?? sono riuscita a trovare il codice da cambiare per far leggere i commenti!! che genio u.u
sylviakunsylviakun on February 10th, 2011 02:05 pm (UTC)
ps1: immagino che a scuola avrai avuto un enorme successo con questa ficcy XDDDDDDD


PS.2 non so' fino a che punto ti sia convenuto cambiare il colore dei comm. xche ' adesso ti dovrai subbire tutti i miei papiri di comm. XDDDDDDDDDDDDDDDD. KISS KISS
Cry-Chan desu <392missmurder92 on February 10th, 2011 04:58 pm (UTC)
ps1. phfpfhfpph mi ha fatto un effettaccio vedere la gente con le ficci in mano (soprattuto una che aveva tipo un mazzo abnorme di fogli x°°D io ero tipo: nuuu, quella ha scritto così tanto! T.T) xDDDDDD

ps2. Meglio!!!!! <3<3 magari tutti scrivessero papiri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! xDDDDDDDDDD
scrivi scrivi!! <3
ily_chanily_chan on February 11th, 2011 07:40 pm (UTC)
ma che razza di posizione è il ponte di brookling? ahahahah xD
Mi ha fatto morire le battute che si sono scambiati quei due! E volevo uccidere Jinjin quando ha fatto piangere Uepi! l'avrei strozzato. u.u
Cry-Chan desu <392missmurder92 on February 11th, 2011 07:44 pm (UTC)
Chiedi a Jin, io non sono partecipe della sua mente perversa! x°°D

Grazie tanto del commento cara ^o^

un kisu <3
eos_92eos_92 on February 12th, 2011 11:01 pm (UTC)
Stupita di trovarmi su questi lidi??? xD

E' tardissimo, dovrei dormire, ho preso il caffé (dannato amore mio xD) e così non ho sonno... ho studiato greco fino ad un'ora fa e ho il cervello a pezzi..

Okay... già sai quanto questa ficci mi sia piaciuta!
1- E' proprio il tuo stile, dolce, intenso, comico, sei veramente brava!
2- E' il prima persona, ed è particolare anche per questo! Finalemte sappiamo i pensieri del piccolo Uepi! (dolciotto lui.. ma anche malinconico, preoccupato.. realistico, direi.. VERGHIANO, sullo stile della fic che precede questa!)
3- Approfondiamo questo punto! Hai saputo dare continuità all'intreccio! Ed anche i personaggi, si vede che sono loro^^

Con questo commento.. non voglio dirti nulla di "angosciante", diciamo! Ho solo fatto quello che mi sentivo di fare (anche con qualche spinta dall'esterno^^).

Lo sai quanto io ti voglia bene!
Buona notte, anche se tu probabilmente stai già dormendo!

Bacio!
Cry-Chan desu <392missmurder92 on February 13th, 2011 11:07 am (UTC)
Grazie cara, per essere venuta su questi lidi ^^

e grazie sopratutto del commento... ultimamente non stiamo più commentando le ficci in maniera cartacea... nuuuu!!!! bisogna ricominciare capito!? E al diavolo la scuola x°°D

Grazie di tutto!!! Mi sento davvero molto meglio ora ^^

Sai anche te che ti voglio bene!! <3<3 Non metterlo mai in dubbio, anche se sono idiota e alcune volte te lo faccio venire(il dubbio) ^.^

ps. grazie soprattutto per il commento alla continuità... è la prima volta che per una ficci scrivo addirittura due sequel ed ero un pò preoccupata di non riuscire a mantenere le caratteristiche dei personaggi ^o^
eos_92eos_92 on February 13th, 2011 08:15 pm (UTC)
Gh! Epic fail xD Hai dimenticato le ficci da me!!
Va bé...

Pensavo... se hai ancora voglia di vedermi^^ Ti passo a prendere domani mattina?

Ti voglio bene!

ps: i sequel sono davvero ben riusciti! Soprattutto la JunKi! (ma io sono di parte!).