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08 March 2011 @ 05:39 pm
[FanFic] - Blossom 2 (parte 2)  
Titolo:

<BLOSSOM>

II

Parte: 2/3
Parole: 2500 Ca 
Gruppo: Kat-tun
Coppie: KameDa + altre :P 
Genere: AU, angst, romantica 
Rating:  pg-17 (non all'inizio ma poi sì xD) 
Disclaimer: I nomi non sono miei, i personaggi sì
Warning:Yaoi, boy's love, shounen ai, chiamalo come vuoi
Riassunto: bene bene... la prima blossom si era conclusa con il "massacro". Koki ha picchiato kame fino a fargli perdere sensibilità nelle gambe e Ueda ha per il momento rinunciato a tornare in giappone per restare al suo fianco. Non era un "lieto fine" (come dice Ueda) vero? In questa fanfic i nostri personaggi riusciranno però a redimersi, in qualche modo ^^ spero vi piaccia!!! (ci sono anche nuovi personaggi all'orizzonte :P) Buona lettura <3 
Note: Un grazie a silviakun perchè sta seguendo questa ficci che per me ha significato molto ^^ Ma soprattuttoo grazie a "nonna Rory"!! ahahh perchè è grazie a lei se posso postare questa ficci completata ^^ Un grazie infinito bella! Ti voglio bene!
 


 

Junnosuke Taguchi era sempre rimasto fedele alla sua abitudine di annotare quotidianamente qualcosa della sua vita sul diario. Era stata la sua dottoressa a dargli l’idea quando ancora era un ragazzino, quando si divertiva a dar fastidio ai suoi compagni di classe a scuola, e, anche dopo essere stato arrestato e mandato in carcere per tentato omicidio, continuava ancora a scrivere e scarabocchiare quell’agenda color cremisi.

<<>> 

28 Dicembre - Domani avrò i provini per la parte! Non vedo l’ora! Mi sono allenato duramente, ce la farò di sicuro. Non so se in questa settimana riuscirò a scrivere ancora! Semmai, buon anno!

**

3 Febbraio - Ho davvero avuto paura quando ho visto quell’uomo rotolare fino in fondo alle scale. Ero stato davvero io a spingerlo? Sono rimasto immobile, mentre le orecchie si laceravano per quei lamenti che ancora provenivano dalla sua bocca socchiusa. Ho atteso l’arrivo della polizia senza fare nulla, senza aiutarlo, senza scappare. Ero stato davvero io a spingerlo? Continuavo a chiedermi dentro. L’invidia mi aveva accecato. Quell’uomo mi aveva negato un posto che mi spettava di diritto. Quel ruolo da primo ballerino doveva essere mio, altrimenti a cosa erano serviti tutti i miei sforzi e sacrifici durati ben 11 anni? Era pazzesco, scandaloso. Aveva avuto la fine che si meritava, e non possono rinchiudermi in carcere. Io devo ballare, come farò? Voglio uscire, è soffocante stare in questa cella da solo, quando ci sono due letti. Perché è come se lo spirito di quel vecchio risiedesse in quel posto vuoto e continuasse a puntarmi il dito dicendo: “Quel ruolo non può essere tuo, l’altro ragazzo mi ha pagato e tu non hai un soldo”. Insopportabile.

**

Notte - Dalla finestra barrata della mia cella riesco a vedere la luna. C’è una strana stagnazione nell’aria, un silenzio irreale. Mi sono calmato, e pentito. Come faccio a dimostrarlo ai carcerieri? Vorrei uscire: non lo farò più. Non tenterò più di far del male alle persone. Come faccio a dimostragli la mia conversione? Due anni qua dentro non li reggo. E non è ancora passato nemmeno un giorno. Forse andrò a dormire.

**

Non riesco ad addormentarmi... che ore sono? Perché mi hanno tolto l’orologio? Voglio scandire il mio tempo. Rischio di dimenticarmi quanto dura un secondo. Solo i battiti assordanti del mio cuore ritmano il passare dei minuti. E non è ancora finito il primo giorno.

**

4 Febbraio - Cercherò di scrivere sempre, cercando di non dimenticarmi mai nemmeno di un giorno. Non posso rischiare di arrivare al momento in cui compirò 20 anni inconsapevolmente. Fra una settimana poi, sarà anche il suo compleanno... come farò a farle gli auguri? E cosa penserà lei del fatto che mi trovo in prigione? Sensei, mi dispiace... ora vorrei sentire la sua voce.

**

Pomeriggio -  Se non leggessi la data che ho scritto sopra, potrei dire di trovarmi qui dentro da un anno. Fuori dalla mia cella c’è trambusto in questo momento. Cosa è successo? Non posso vedere nulla, perché la porta grigia ha solo una piccola fessura che può essere aperta esclusivamente dall’esterno. Continuo a fissare quel rettangolino sfilabile. E’ da là che poco tempo fa qualcuno mi aveva passato da mangiare. Ma non avevo fame, ho lasciato il vassoio sul piccolo tavolo della cella. Se alzò gli occhi vedo un penetrante cielo blu là fuori. Eppure è inverno... le guardie fuori dalla porta continuano a discutere... sento che parlano dell’estradizione di un criminale. Verrà trasferito nel carcere questa sera. Cavoli, la vita qua dentro è così noiosa... ieri su un palco, oggi in una prigione... domani cosa farò?

**

5 Febbraio - Ieri sera è successa una cosa inaspettata: il ragazzo di cui parlavano le guardie è stato trasferito proprio nella mia cella. Non conosco ancora il suo nome, lui non mi parla. In questo momento è semplicemente disteso sul suo letto e fissa il soffitto con occhi ridotte a fessure, come se si sforzasse di vedere attraverso i muri, e la sua fronte è corrugata: una vena sporgente la taglia verticalmente. Sembra pulsare. Secondo quello che dicono le guardie è stato anche lui accusato di tentato omicidio. Il suo sguardo in effetti è fermo, rigido, freddo. I suoi occhi potrebbero essere quelli di un assassino... eppure se lo osservo meglio leggo tristezza nel suo sguardo. Una tristezza velata da rancore, forse? Vorrei sapere di più su di lui. Tenterò di farlo parlare. Ma forse non parla più giapponese, viene dalla Francia.

<<>> 

Kamenashi camminava rapido nell’atrio avvicinandosi al bancone informazioni.

Un uomo in divisa lo guardò storto. Era così abituato a vedere persone chiuse in una cella che quell’avanzare spedito gli fece uno strano effetto.

“Buon giorno, oggi è giorno di visite, giusto... signor Nakamaru?” concluse leggendo l’etichetta sulla divisa.

L’uomo annuì e chiese quale fosse il nome del carcerato.

“Tanaka Koki” rispose, e gli sembrò che, nel pronunciare quel nome, avesse tolto un enorme macigno dal suo stomaco.

“Sì...” rispose la guardia annotando qualcosa su un’agenda “Ma non credo che parlerà... da quando è stato trasferito qua due mesi fa non ha mai detto una parola”

Kamenashi annuì, “Non importa, basta che mi ascolti”

L’uomo in divisa lo guardò più attentamente: lo sguardo di quel ragazzo era determinato, senza alcuna ombra d’incertezza. Gli venne la curiosità di sapere cosa volesse dire a quel carcerato, armato di una fermezza simile. Ma si trattenne, e, spingendo un pulsante, parlò in un microfono: “Akanishi, vieni all’ingresso”, disse fermo e attese l’arrivo dell’altra guardia continuando a scrutare quel giovane.

“Sì? Maru-chan?” chiese la guardia entrando da una porta di ferro alle spalle di Kamenashi.

L’uomo dietro al bancone sbiancò e lanciò un’occhiataccia a quel ragazzo così sfrontato.

“Akanishi!” gridò, e il ragazzo si mise sull’attenti con aria di scusa “Accompagna questo signore nella sala visite e porta Tanaka Koki, cella 707, ala B”

La guardia di nome Akanishi rispose in maniera affermativa e condusse con sé Kame, dietro quella porta grigia.

“Maru è così freddo che mi vengono i brividi solo a guardarlo...” commentò quella guardia mentre percorrevano un corridoio scandito regolarmente da porte identiche di ferro.

Kamenashi lo ignorò, in quel momento non poteva distrarsi.

“Ma poi... fuori dal lavoro non è così eh! Te l’assicuro!” continuava quel giovane “Dovresti vedere come si scalda facilmente!”

Riuscirò a vederlo? Riuscirò a parlargli? E se non dovesse rivolgermi la parola?, pensava intanto Kamenashi, e nella sua mente rivide di nuovo il momento in cui Tanaka gli aveva dato il primo colpo. Poté sentire il dolore vivido nella sua memoria. Iniziò a respirare più intensamente. Posso farcela...

“Aspetta qua” disse ad un certo punto Akanishi, e sparì dietro un’altra porta, identica a tutte le altre.

Dopo qualche minuto riapparve, e gli fece cenno di entrare, mentre lui sarebbe rimasto fuori ad attendere.

Kamenashi fece un profondo respiro ed entrò.

Koki era seduto su una sedia, separato dalla stanza in cui si trovava lui da un vetro bucato all’altezza della bocca.

Quando Tanaka lo vide, sussultò.

Kamenashi si avvicinò e si sedette sulla sedia di fronte. I due si guardarono per un tempo infinitamente lungo.

Infine Kame sospirò, “Ti aspettavi Ueda?” chiese in francese. Tanaka non annuì, né scosse la testa. Dovette chiudere gli occhi: quella voce gli stava rimbombando nella testa come quel giorno.

Lui è a casa, sai? Sta bene, ha di nuovo il suo lavoro, ma non è riuscito a venire”

Tanaka riaprì gli occhi e lo guardò.

Dentro di lui... ti ha perdonato, per quello che hai fatto... e ti chiede scusa, per quello che ti ha fatto lui

Tanaka rimaneva in silenzio. Kamenashi braccava i suoi occhi e gli impediva di distogliere lo sguardo.

Io...” iniziò, toccandosi le gambe “...ho lavorato duramente per lui, per guarire le mie gambe e la sua anima tormentata...”

Tanaka addolcì lo sguardo.

“Ti perdono, per quello che è successo” concluse Kamenashi sorridendo “Ecco... è tutto” poi, alzandosi, fece per andarsene.

“Aspetta!”

Kame si voltò a guardarlo. Tanaka distolse lo sguardo.

“Non sono ancora riuscito a perdonare me stesso” sussurrò Koki “...ma sapere del vostro perdono è importante per me... forse, in questi due anni, riuscirò a redimermi...”, silenzio, “Per il momento, vi chiedo scusa”

“Fra due anni, ci rincontreremo?” chiese Kamenashi.

“Credo di sì... io sarò una persona migliore”

“Spero valga lo stesso per me” concluse l’altro e s’incamminò verso la porta. Agli occhi di Tanaka apparve improvvisamente come un’altra persona. Quella non era la schiena che aveva macchiato.

“Quando rivedrò Ueda?” chiese col fiato mozzato.

Kamenashi temporeggiò, con la mano appoggiata alla maniglia.

“Gli dirò che lo aspetti” e uscì sorridendo.

<<>> 

13 Aprile – Oggi il mio compagno di cella riceve una visita. Che bello, significa che là fuori c’è qualcuno che lo vuole vedere. Sensei, perché lei mi ha abbandonato?

**

14 Aprile - Finalmente il ragazzo ha parlato. Dopo tre mesi di silenzio ha parlato e mi ha rivelato il suo nome: Tanaka Koki. Gli ho chiesto come si scrive. Dice che ‘Koki’ è scritto con l’ideogramma di ‘sacro’. Proprio un bel significato, ho subito pensato. Ci trovavamo in una delle solite lezioni di pittura. Lui fino a ieri non era mai voluto venire, sebbene fossero lezioni obbligatorie per il programma ‘riabilitazione carcerati’, o una cosa simile. Quando lo vidi entrare, la sua figura quasi stonò con l’ambiente. Gli sorrisi e lui si sedette sul cavalletto accanto al mio senza dire nulla. Decisi che non lo avrei guardato per non metterlo in difficoltà.

“Signori, il tema di oggi è libero” aveva detto l’insegnante “Potete scegliere di disegnare quello che volete. E, come ogni volta, se avete delle domande venite pure. Divertitevi.” Sono proprio incapace nel disegno, e quando ieri l’insegnante ci lasciò campo libero, rimasi un quarto d’ora buono senza fare nulla. Il mio compagno di cella invece era già all’opera. Decisi di non guardare nemmeno il suo disegno. Alla fine voltò lo sguardo verso la mia tela. Avrei voluto sotterrarmi: era orribile, come ogni volta, ma lui non disse nulla al riguardo. Invece mi chiese: “Come ti chiami?” Io rimasi allibito, anche la sua voce, udita per la prima volta, stonava con il viso sempre corrugato. Gli dissi il mio nome e lui volle sapere gli ideogrammi. A quel punto iniziò a scriverli in basso, sul suo disegno. Lo guardai: aveva fatto un mio ritratto.

**

Sera - Tanaka oggi ha voluto parlare. Ha voluto sapere della mia vita e mi ha raccontato della sua. Non deve essere stato facile per lui con un trauma del genere. Quand’era piccolo la zia lo picchiava in continuazione. Per questo, a diciotto anni, si è trasferito in Francia. Là ha incontrato un ragazzo e ha avuto una relazione con lui. Sarà stata quella la persona che ieri l’ha voluto incontrare? Spero di sì, perché, a quanto dice, non si erano lasciati in una bella maniera. Io gli ho un po’ parlato della mia sensei. Ha voluto sapere quando era morta: “Cinque anni fa” gli risposi. Restò un po’ addolorato. Forse aveva captato nelle mie parole il dolore che ancora provo. “E’ stata come una madre per me” ho aggiunto e lui ha annuito. Sembra capirmi al volo, forse perché siamo simili. Mi ha anche chiesto perché scrivo sempre su questa agenda rossa. Perché scrivo? Forse per lei. Perché finché era in vita non gli ho mai dato ascolto. Mi diceva: “Junnosuke, hai scritto oggi?” E io rispondevo di no, perché non mi piaceva scrivere. Poi, a sedici anni, il giorno della sua morte, ho provato un enorme vuoto dentro di me. Per giorni non sono più riuscito a mangiare né bere, il cibo non poteva colmare quella voragine. Ho raccontato tutto questo a Tanaka. Lui mi ha ascoltato. Era da quattro anni che non incontravo una persona che mi ascoltasse in quel modo. Alla fine mi ha detto: “Io non sono mai stato affezionato a nessuno”. Ho provato pena per lui. Perché non ha mai amato il ragazzo con cui stava in Francia, lo feriva e continuava a fargli del male perché pensava che quello fosse affetto. Pensava: “Io non lo amo, ma voglio provarci.” Voleva bene a sua zia. Quando era piccolo pensava: “Anche lei mi vuole bene, per questo mi bastona. Questo è voler bene.” Sebbene non l’abbia mai vista, odio quella donna.  

<<>> 

Taguchi posò sul letto il diario e si stiracchiò. Tanaka era seduto sul suo stesso letto, dalla parte opposta, e aspettava che l’altro finisse di scrivere.

Erano ormai passati due mesi dal giorno in cui Kamenashi era andato a trovare Tanaka e, da quel momento, Junno aveva ridotto poco a poco il tempo da dedicare al suo diario. Come se non ci fosse più bisogno di scrivere, come se ora avesse un’occupazione più importante.

“Cos’hai scritto oggi?” domandò Koki, come ogni volta.

Junno riaprì il diario, e lesse: “1 Giugno – Dopo una settimana, ha smesso di piovere. L’estate si avvicina...”

“Sì, sì!” commentò ironico Tanaka “Fammi il sunto!”

Junno richiuse il diario e rise.

“Okay! Fammi pensare... ho scritto tutto quello che mi veniva in mente... sai come scrivo no? Tipo ‘brain storming’! Non c’è mica un filo narrativo che collega le frasi!”

Tanaka lo guardò interrogativo, “Parla come mangi!” gridò.

“Sssh!” lo ammonì l’altro “Altrimenti Akanishi ci sgrida come l’altra volta, quando hai fatto l’imitazione di quel comico francese!”

“Ah sì! Te la rifaccio?”

“No, grazie, non faceva ridere!”

“Perché non capisci la comicità francese...”

“E tu hai dimenticato quella giapponese!” replicò Junno ridendo, poi, portandosi vicino all’altro, prese a fargli il solletico.

“Fermo fermo!” disse Tanaka cercando di allontanarlo e di tenere moderata la voce allo stesso tempo “Ho sentito dei passi fuori!”

Junno si bloccò e drizzò le orecchie, “Io non sento nulla...” sussurrò, allungando il collo.

Tanaka alzò leggermente gli occhi e fissò il viso dell’altro, lo sguardo fermo sulla porta. La sua mano era poggiata sul proprio petto.

Taguchi lo guardò di colpo.

“Perché il tuo cuore sta accelerando i battiti?” chiese, percependo quel pulsare al di sotto delle dita.

Gli occhi di Tanaka scivolarono lentamente sulle labbra, poi, con un guizzo, tornarono agli occhi. Marroni, caldi, rassicuranti.

“Perché c’è questa atmosfera strana?” chiese ancora Taguchi con un sussurro, mentre la mano sul suo petto strinse la canottiera e il viso si avvicinava involontariamente.

“Non lo so...” e con un impeto Junno gli morse le labbra. Tanaka non si ritrasse. La mano di Junno percorse tutta la sua canottiera e andò a confondersi tra i suoi capelli. Le loro lingue si cercavano con voluttà...

Durò poco: improvvisamente, la porta della cella si spalancò.

Taguchi si lanciò all’indietro rosso in viso e sbatté la nuca sull’armadio di fianco al letto.

“Cosa...” iniziò Akanishi, poi spalancò la bocca e rimase muto.

Cosa? Cosa...! Niente!” buttò fuori Taguchi senza criterio, massaggiandosi la testa, “Vero Koki?”

Tanaka non rispose, fissava un punto fisso davanti a sé, con la mente ancora catapultata a qualche secondo prima e con le labbra ancora schiuse.

“Comunque...” continuò la guardia ritrovando la facoltà della parola “Ero venuto a dirvi che l’insegnante di arte ha avuto dei problemi e quindi non ci sarà lezione”

Poi lanciò un’occhiata strana a Taguchi e se ne andò senza aggiungere altro.

Il rumore della porta di ferro che sbatteva fece tornare in sé Tanaka, che guardò l’altro.

“I-io...” balbettò Junno, ancora rosso in viso “Scusa...”

Per qualche giorno Tanaka tornò a isolarsi nel suo silenzio.

<<>> 

Sera - Cosa ho fatto?

**

2 Giugno – La sua voce già mi manca.



Continua...

 


 
 
Location: @Ueda's room
Mood: busybusy
 
 
 
eos_92eos_92 on March 8th, 2011 04:48 pm (UTC)
Ih! Nonna Rory all'appello! xD
Il loro primo bacio il giorno del mio compleanno! Sono commossa!!! T.T
Cmq.. sono arrivati i nuovi personaggi, finalmente! E l'atmosfera si fa più rilassata! ^^
Ah... lo sai quanto mi piace questa fic! Ormai te l'ho detto in tutte le salse! xD
Carinissima l'idea del diario! E anche il cambio di narrazione dalla prima alla terza persona non è pesante! Anzi, molto scorrevole^^
E alla fine.. torna la prima persona, in quelle due frasi così isolate che risaltano da morire "Che cosa ho fatto?" (<-- La cosa giusta, Junno caro! Dai retta a nonna xD) e "La sua voce già mi manca" (Tenerissimo! Perché, alla fin fine.. è un cucciolotto! Amorino mio! ^^).

Un bacione!
Ti voglio bene!
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 9th, 2011 01:19 pm (UTC)
ah! ma mo basta coi commenti a stà fic! hai rotto!!!! ahahahah scherzo cara *OO* ti ringrazio tanto T___T *commossa*
e sono sollevata dal sapere che il cambio di persona che narra non sia pesante!! (ti ricordi no? prima ho scritto tutto il diario, poi le parti in terza persona per questo :P)

Ti voglio tanto bene ^o^

ps. com'è andato greco?
eos_92eos_92 on March 9th, 2011 01:24 pm (UTC)
A metà versione è riscoppiato il caro mal di testa... e ancora mi tormenta T.T, ma non mi pronuncio! Vista la scorsa versione di latino T__T

Ah! Blossom! La famosa "ficci-puzzle" xD Tranquilla.. mi vengono sempre i commentuzzi! ^^

Un bacione!
sylviakunsylviakun on March 8th, 2011 09:53 pm (UTC)
madoooooooo!!questo capitolo mi ha fatto piangere assai assai. povero junno che pena mi ha fatto rinchiuso tutto solo solo T_T x fortuna poi e arrivato l'ex stronzo, e si xche' prima era uno stronzo visto quello che aveva fatto a kame (un gran signore fra l'altro io non credo che sarei riuscita a perdonarlo )adesso ex visto che almeno ha chiesto scusa .nel prossimo capitolo decidero' se poter togliere sia ex che stronzo XDDDDDD!
HAAAAAAAAAA! sono curiosa di sapere come finisceeeeeee !!! posta presto ti pregoooooooooooooooooooooooo!! XDDDDD!
dopo di questa mi posti una jin/ueda? e lo so' sono una rompi balle !!!!!


p.s. posso essere ripetitiva?? ............
QUANT'E' BELLA QUELLA FOTO DI UEDAAAAAAAAAAAAA!!!! (e fu' così che in coro gli risposero....) hai rotto le palle!!! abbiamo capitoooooo!!! XDDDDDDDDDDDDDD!
eos_92eos_92 on March 9th, 2011 01:16 pm (UTC)
No,no è proprio da SBAVO!!! Concordo pienamente!!!!!

Spero tu riuscirai a togliere sia "ex" sia "stronzo", se lo merita il povero Kokino! ^___^

Un bacio <3
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 9th, 2011 01:24 pm (UTC)
ahahahah veramente una jin/ueda l'ho già postata prima di questa :P si intitola eternal butterfy... è un AU, ma se preferisci ti posto l'ultima che ho scritto che non lo è :P

comunque!!!!!!!!!! posto subito il continuo allora!!! spero proprio che toglierai quell'"ex stronzo" xD all'inizio in effetti koki l ho messo in mezzo per sbaglio perchè mi serviva un personaggio stronzo... però poi mi sono affezionata(è tutto influsso di nonna rory xD) e quindi ho cercato di dargli un passato e un immagine un pò più positiva ^^ Qualunque sia il tuo verdetto, andrà bene!! mi piacciono le interpretazioni diverse, soprattutto sui personaggi :P

Grazie davvero per il commento!! <3

e non ti preoccupare... se fosse per me starei tutto il giorno a dire: "UEDA SEI UN GRAN FICO!!!" ahahah x°°D

bacio! <3<3
eos_92eos_92 on March 9th, 2011 06:26 pm (UTC)
Ahahah!! Il mio influsso positivo :) anche perche' credo di essere stata una rompicoglioni!! Cmq!! Appoggio in pieno l idea di postare ame no melody <3 le tue jinda sono troppo belle!! Un bacio grande!
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 9th, 2011 07:11 pm (UTC)
vai vai! continua col tuo influsso per favore!!!! perchè non so più che scrivere! e non voglio ridurmi a fare quella jinda triste che ti dicevo (sul modello di boy's next door .-.)

Bacio!!!
ily_chanily_chan on March 30th, 2011 10:55 pm (UTC)
Evvai JunnoxKoki bene! Fuori 2 ora c'è da vedere se quei due smetteranno di fare i baka per il resto sono sulla buona strada...ora mi chiedo ma Akanishi che voleva dire con "Ma poi... fuori dal lavoro non è così eh! Te l’assicuro!Dovresti vedere come si scalda facilmente!"??? Non è che quei due stanno insieme???
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 31st, 2011 12:24 pm (UTC)
ahahah come hai letto poi, maru e jin stanno insieme :P forse non proprio ufficialmente! ma qualcosa c'è ^o^

Grazie anche per questo commento ^OOO^

<3