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10 March 2011 @ 03:15 pm
[FanFic] - Ame no Melody  
 
Titolo:

雨のメロヂ

~Melodia della pioggia~

 
Parte: One shot
Parole: 3000 Ca 
Gruppo: Kat-tun
Coppie: JinDa 
Genere: romantica 
Rating:  pg-17
Disclaimer: I nomi non sono miei, i personaggi sì
Warning:Yaoi, boy's love, shounen ai, chiamalo come vuoi  
Note: E' una fic priva di trama xD della serie: fanno solo quello .-. Suimasen!!! ma la jinda non AU mi ispira solo robe simili xDDD Postata in onore di Sylviakun che freme dalla voglia di leggerla! (cry, non sparare ca**ate!!!!!!!!! xD)  


  


<<E probabilmente ti terrò rinchiuso nel mio cuore,

come una figura a cui non si può dar forma né sostanza.>>

 

“Ma ancora piove?” domandai.

“Se non vuoi che ti si allaghi la camera faresti meglio a chiudere la finestra!”

Nakamaru aveva ragione. Mi alzai dal letto e andai a chiudere le ante. Fuori era notte fonda ormai, e non si distingueva nulla del paesaggio se non qualche fronda debolmente illuminata dal chiarore lunare e un paio di lampioni lungo la strada principale. Sebbene non la distinguessi, sapevo che pioveva a dirotto: l’aria aveva quell’odore strano che solo la pioggia in una località balneare sapeva produrre. E poi c’era rumore. Lo scrosciare delle gocce che si infrangevano a terra e sugli alberi si mescolava a quello delle onde, producendo una piacevole quanto caotica melodia.

Chiusi la finestra di fretta, rischiando di bagnarmi, e poi mi voltai a guardare la stanza. Tutti i KAT-TUN erano là riuniti: Nakamaru e Koki seduti su un letto, Kamenashi e Taguchi sull’altro. Mancava solo Akanishi.

Eravamo ad Okinawa, ospitati in una delle ville più belle che avessi mai visto, per filmare un’altra puntata del Cartoon Kat-tun. Ma il tempo non era dalla nostra parte. Avevamo già trascorso due giorni là, senza riuscire a vedere il blu del cielo, e così i produttori avevano proposto di restare un terzo giorno, speranzosi in una schiarita.

“Che fine ha fatto Akanishi?” domandò Tanaka ad un certo punto.

“Probabilmente ha paura delle storie di fantasmi che stiamo raccontando”

“Naaa,” commentò Kamenashi “Sei solo tu, Nakamaru, ad averne paura”

Scoppiammo a ridere. Tornai seduto sul letto.

“Insomma,” propose Tanaka “Dato che questa notte non ci saranno telecamere per le stanze propongo di sceglierci il partner” e non concluse la frase che aveva già acciuffato Nakamaru.

In quel momento Akanishi aprì la porta di colpo, con la sua solita grazia, ed entrò grattandosi i capelli bagnati. Era a torso nudo e le goccioline d’acqua sembravano volersi tuffare sulla sua pelle leggermente abbronzata.

“Hai fatto la doccia?!” gridò Tanaka “Anche io la voglio fare!” e, con un impeto, trascinò il partner fuori con sé.

Akanishi li lasciò passare e poi sistemò meglio l’asciugamano che aveva intorno alla vita. Distolsi lo sguardo veloce.

“Ho sentito la proposta di Tanaka e sono d’accordo... Ueda resti in questa camera con me?” chiese noncurante, recuperando il phon dalla sua borsa.

“Okay” acconsentii guardando gli altri due che annuirono.

“Allora noi andiamo a fare la fila per la doccia... ma già mi immagino che in questa casa ci saranno come minimo una ventina di bagni e non ce ne sarà bisogno!”

“Probabile!” annuì Taguchi e anche loro due se ne andarono coi loro borsoni chiudendo la porta.

 

Lo scrosciare della pioggia al di là del vetro sembrava fosse aumentato.

“Tu non fai la doccia?” mi domandò Akanishi attaccando il phon ad una presa vicino al suo futuro letto e sedendosi su di esso.

Feci spallucce. Anche se mi sentivo sporco a causa della pioggia che ci aveva completamente bagnati nel pomeriggio, non avevo voglia di provare ancora la sensazione fuggevole dell’acqua sul mio corpo. Akanishi accese il phon e quel rumore andò a sovrapporsi alla pioggia.

Restando seduto, si mise a testa in giù e iniziò ad asciugare la parte posteriore della testa. Io lo osservavo, senza fare nulla, e presi a contare le vertebre che erano appena visibili sulla sua schiena allungata e ancora leggermente umida. Mi decisi ad allungare un braccio e lo punzecchiai debolmente sulla spalla.

Alzò il viso ed io attesi che spense il phon per parlare.

“Devo chiederti una cosa”

Akanishi poggiò l’elettrodomestico sul comodino e passò una mano tra i capelli ancora bagnati.

“Spara” disse.

“Ecco... c’è una ragazza che mi piace”

“Eeeh! Il piccolo Uepi cresce!” esclamò ridendo “Siete mai usciti insieme?”

“Ehm...” iniziai ma Akanishi non mi fece parlare e chiese subito se l’avevo almeno baciata.

“E’ questo il problema!” saltai su.

“Che problema sarebbe? La baci e basta”

Lo guardai senza speranze, “Non mi risulta così facile... e qui entreresti in gioco te! Ho bisogno di... esercitarmi?” conclusi senza avere il coraggio di vedere la sua espressione.

“Cheee?” disse “Non ho amiche del genere da poterti presentare per ‘esercitarti’!”

Divenni improvvisamente rosso in viso.

“La tua ex ragazza era europea no?” chiesi e lui mi guardò con una strana espressione. Annuì.

“Ecco...” continuai “Tu hai imparato da lei a baciare all’occidentale, no? Potresti insegnarmi?”

A quel punto corrugò le sopracciglia.

“Stai scherzando?”

“Assolutamente no” risposi deciso e feci ricorso a tutte le mie forze per tenere lo sguardo fisso su di lui.

“D’accordo, ti faccio vedere” disse e, alzandosi, andò a tirare le tende della finestra. Poi chiuse a chiave la porta.

“Che fai?” chiesi allarmato, il cuore che impazziva nel mio petto.

“Preparo un po’ d’atmosfera... e evito che qualcuno veda quello che stiamo per fare”

“E cosa staremmo per fare?” chiesi, spaventato, alzandomi in piedi. La mia determinazione si era frantumata insieme al ‘clack’ della chiave nella toppa.

Lui si avvicinò risoluto e mi spinse il petto, costringendomi a tornare seduto.

 

Una mano sulla mia schiena inaspettatamente costretta ad inarcarsi, l’altra dietro la mia testa, infilata tra i capelli. Le sue gambe, scarsamente coperte dall’asciugamano blu, strette attorno ai miei fianchi, la sua bocca improvvisamente premuta sulla mia. Mi stava privando dell’anima.

 

Tentai di ritirare la testa all’indietro per fermare quell’azione improvvisa ma la sua mano grande che stringeva i miei capelli dietro la nuca mi impedì di muovermi, nemmeno per un millimetro.

Non era un semplice bacio, come quelli vergognosi o timidi che si scambiano le giovani coppie dei drama. Stava mordendo le mie labbra, mi stava facendo male. Costringendole a schiudersi, le nostre bocce aderirono perfettamente. La sua lingua ruvida graffiava la mia. Strinsi forte le dita sulla pelle della sua schiena e si lasciò sfuggire un gemito, quando infilai le unghie.

Prendemmo fiato. Io ansimavo. La stretta tra i miei capelli si allentò e io potei rilassare gli occhi, ma non riuscii ad aprirli. Percepivo ancora la pioggia picchiettare contro il vetro con forza. Percepivo ancora il suo peso, le sue braccia che non mi lasciavano, il suo fiato sulle labbra. Non ero morto.

“Mi hai eccitato” sussurrò, e io aprii gli occhi. Mi guardava sincero.

“Hai fatto tutto da solo” commentai, e percepivo davvero qualcosa che mi premeva la pancia. Prese a pettinarmi i capelli con le dita. Non sorrideva, quella serietà mi spaventava.

“Okay...” concluse, e cogliendomi di sorpresa invertì le parti, lui seduto sul letto e io sopra le sue gambe. Con la coda dell’occhio notai il nodo dell’asciugamano pericolosamente sciolto.

“Ora prova te” ordinò poggiando le dita sui miei fianchi. Credevo davvero di poter morire lì, sul suo corpo, e invece avvicinai il viso e baciai l’orlo delle sue labbra. Quel leggero suono andò a compromettere la melodia ritmica della pioggia, che sembrò stonare.

“Così non va bene...” disse serio “Non stiamo giocando”

Lo guardai storto.

“Credevo che tu ti stessi prendendo gioco di me, non è così?” commentai ironico. Quella maschera perfetta che era il suo viso si incrinò, e sorrise per la prima volta.

“Non faccio mai nulla per gioco, lo sai”

“E andartene in America non è stato un gioco?” azzardai.

“Vuoi litigare?”

“Non mi piace più litigare, lo sai” sorrisi anche io e carezzai una sua guancia “E’ solo che in quel periodo mi sei mancato”

Potei giurare di aver sentito qualcos’altro incrinarsi. Forse il suo cuore.

Non disse nulla e io poggiai le labbra sul suo collo, bagnandole con l’acqua che ancora gocciolava dalle punte dei capelli.

“Mi hai chiesto... se sono mai uscito con questa ragazza...” dissi piano, pronunciando poche parole per volta, mentre cambiavo lato del collo “...la risposta è no. Perché questa persona... non è nemmeno una donna”

Quelle dita poggiate sui miei fianchi tremarono. Decisi di riprovare e, sfiorando con il naso la sua pelle lungo il percorso, raggiunsi le labbra. Subitamente, lui le schiuse e io potei baciarlo. Era un consenso quello?

Quando abbandonai la sua bocca mi resi conto di averlo spinto indietro, ed eravamo entrambi distesi sul mio letto.

Le sue mani non tremavano più, e tenevano saldamente la stoffa della mia canottiera. Talmente forte che temevo si potesse sfibrare da un momento all’altro.

“Così va meglio...” commentò con voce flebile.

Ne, sensei... ora cosa dovrei fare?”

Piegò leggermente un lato della bocca e poi infilò le mani sotto la stoffa, calde al confronto con la mia pelle, e sfilò la canottiera con decisione. La frangia mi ricadde scomposta sulla fronte. In quel momento una folata di vento fece vibrare il vetro della finestra ed io ebbi un brivido.

“Ti faccio vedere” disse di nuovo e raggiunse la cintura dei miei pantaloni con le dita. La slacciò e mi aiutò a sfilarli, poi fece perno coi gomiti e, dimenticando l’asciugamano sul bordo, si portò al centro del letto, “Vieni” disse solamente. Non era forse un gioco quello?

Mi portai sopra di lui. Eppure non c’era scherno sul suo viso, né derisione. Ed io non sapevo più cosa pensare.

“Ecco...” sussurrò e fece scivolare quelle dita calde lungo la mia schiena, fino ad arrivare alla mia apertura.

Trattenni il fiato e lui infilò prima un dito, muovendolo leggermente.

“Ti dispiace fare la parte della donna?” chiese, ma io non potevo rispondere. Poggiai la fronte sulla sua spalla, mentre lui inseriva un secondo dito. Per il dolore gli morsi la pelle. Credo di avergli fatto male, ma mai quanto lui.

Mi uscì una lacrima dagli occhi, che venne subito assorbita dal suo corpo.

Cercavo di trattenermi, non volevo che altri liquidi mi bagnassero, ma era inevitabile, perché mi stavo eccitando troppo, e sue dita iniziavano a diventare piacevoli.

Poi le tolse. Mi sfuggì un gemito dalle labbra e lui prese la mia testa tra le mani.

“Ma sei veramente serio a volerlo fare...” mi disse ipnotico e io arrossii violentemente. Non era ovvio?

“Per te invece è solo un gioco... ma...” feci una pausa “...mi sta bene anche così”

Mi baciò dolcemente la fronte.

“Ancora con questa storia...” si lamentò sorridendo “Non mi spingerei mai così oltre, solo per un banale gioco”

Cos’era ora, quel tono caldo di voce?

Lo baciai ancora, a fior di pelle, ripetitivamente, e lui rideva. E la mia erezione cresceva, al limite dell’orgasmo.

“Akanishi...” ansimai “Non ricordi che io faccio la parte della donna?”

Mi guardò, ma io non feci in tempo a leggere quello che i suoi occhi dicevano perché, afferrandomi i fianchi, cambiò nuovamente posizione, e io mi ritrovai disteso, sotto di lui. Il mio cuore sembrava impazzito, più pazzo della pioggia che continuava imperterrita a scrosciare da due giorni.

Prese a leccarmi. Le labbra, il collo, il petto, gli addominali, l’ombelico. E scese, fino al mio fallo.

“No... Akanishi... sto per venire”

“Esatto” e lo prese completamente in bocca. Non potevo più trattenermi, gli strinsi i capelli e venni. Non ci potevo credere, aveva bevuto. Respirai più forte.

Lui tornò su, la bocca ancora bagnata.

“Io ti ho accolto...” mi disse, allargandomi le gambe “Tu farai lo stesso?”

Era serio, ma non freddo, come avevo creduto prima. Era serio.

Annuii.

Senza dire altro mi prese il bacino con le mani calde, e iniziò a spingere. Cercai di trattenere i gemiti, non volevo si sentissero fuori dalla stanza, e allo stesso tempo volevo fargli sentire la mia voce. Dirgli che era quella la cosa che volevo, che era lui quello con cui avevo sognato di farlo da quando avevo diciotto anni, che era lui la persona nei miei pensieri, ogni volta che mi toccavo. Come potevo farglielo capire se non in quel modo?

E lui non sapeva nemmeno che, nel momento in cui si liberò dentro di me, mi stava restituendo l’anima.

 

Quando uscì dal mio corpo e si distese al mio fianco ansimante io non sapevo che fare, cosa dire. Sarei morto nell’indecisione, se lui non mi avesse abbracciato. Era tutto accaduto troppo in fretta, senza avvertire, e io mi ero isolato dalla realtà.

Ebbi un secondo brivido, quando il mio udito percepì violento il rumore della pioggia.

“Senti freddo?” mi chiese, continuando a toccarmi i capelli madidi di sudore.

Scossi la testa, “Mi ero dimenticato che fuori pioveva” dissi.

Cosa sarebbe accaduto ora? Ora che i miei sentimenti erano evidenti come quell’acqua che scrosciava? Con che occhi lo avrei guardato? E lui? Cosa poteva pensare di me?

“Non ti piace la pioggia, vero?” mi domandò interrompendo quella serie di domande che mi stavo ponendo, e che mi avrebbero sicuramente portato alla pazzia. Quella noncuranza riguardo quello che era appena successo mi tranquillizzò. La noncuranza con cui affrontava la vita stessa aveva da sempre avuto un effetto rilassante su di me.

“Non mi piace l’acqua in generale”

Strinse di più il mio corpo. Cosa voleva dirmi?

“Cosa pensi di quello che è appena successo?” domandai senza preavviso, perché questa domanda era quella che più di tutte aveva iniziato a lacerarmi il petto.

“Penso che sia stata la cosa più bella che abbia mai fatto con una persona”

Smisi di percepire i battiti del mio cuore, e anche la melodia dell’acqua al di là del vetro sembrò affievolirsi.

“Più del sesso con una vera donna?”

“Non mi interessa più sapere com’è il sesso con una donna”

“Eh? Non... lo sai già?”

“No”

“Bugiardo”

“Pensa quello che vuoi” e rise “Ma è la verità, è la mia prima volta”

Chiusi gli occhi e poggiai la testa sul suo petto. Quella pioggia perenne, che infine ci proteggeva e ci isolava, iniziò a cullare i miei pensieri. Akanishi disse qualcosa, ma la mia mente ormai offuscata non sentì bene.

“Cosa?” sussurrai, cercando di concentrarmi.

“Mi ami?”

“Sì...” e tutto quello che gli volevo dire con i gemiti, lo avevo espresso con solo una piccola parola.

 

Dei colpi sordi alla porta. Qualcuno chiamava il mio nome.

Socchiusi gli occhi, dove mi trovavo? Alzai il viso. Akanishi era là, accanto a me, abbracciato a me, e mi sorrise.

“Quello stupido ti ha svegliato” commentò portando la mano che prima stringeva la schiena verso i miei capelli.

“Chi è?”

Altri colpi alla porta, “Hey! Akanishi, Ueda! Perché avete chiuso la porta?”, Nakamaru continuava a gridare.

Lui rise.

“Sarà meglio che vada a sentire cosa vuole” e sciolse il nostro abbraccio. Solo in quel momento notai una coperta, sopra di noi, lui la scansò e scese dal letto. Era totalmente nudo, raccolse un paio di slip da terra, i miei, e se li infilò rapido. Distolsi lo sguardo arrossato, e guardai quelle tende candide che la sera prima avevano nascosto il nostro amore alla luna.

Ancora pioveva.

“Che c’è Maru?” sentii Akanishi che si era affacciato alla porta. Mi alzai seduto, raggomitolandomi in quella coperta calda.

“Akanishi, sei ancora in mutande?” chiese e sbirciò dentro. Lo salutai noncurante con la mano.

“Considerati fortunato, fino a due secondi fa non indossavo nulla”

Nakamaru ebbe un tic all’occhio e si toccò il naso.

“Okay... non chiederò altro... comunque i ragazzi della troupe se ne sono andati, piove ancora... noi pensavamo di restare almeno fino al pranzo, il signor Tokoro dice che ci cucinerà un piatto da leccarsi i baffi”

Akanishi mi guardò, ed io annuii.

“D’accordo”

“Allora ci vediamo tra un po’ di sotto che c’è la colazione” e richiuse la porta.

Akanishi tornò sul letto accanto a me e si sedette, baciandomi la fronte. In quel secondo chiusi gli occhi.

“Mi ami?” chiese, per la seconda volta. Sussultai e distolsi lo sguardo totalmente imbarazzato.

“Ieri mi hai risposto!” si lamentò cercando un contatto con gli occhi.

“Perché lo vuoi sapere?” chiesi flebilmente, gli occhi fissi sulle tende tirate.

“Per lo stesso motivo per cui tu hai finto di avere una ragazza”

Strinsi di più la coperta sul mio corpo. Akanishi la afferrò, e con un impeto la gettò a terra. Fu sopra di me.

“Se con quella storiella avevi intenzione di ingelosirmi, ci sei riuscito. Sei infido”

 Portai le braccia attorno al suo collo e lui scese a baciarmi.

“Sì... diciamo che ci sei cascato come un baka... non per altro ti chiamano Bakanishi

Mi morse le labbra.

“Dovrei venire io da te a lezione di perfidia, e non il contrario”

“Ma chiamarti sensei mi eccitava”

Percorse il mio petto nudo con la mano, scendendo veloce.

“Aspetta...!” e gli bloccai la mano “Ora no... scendiamo”

Mi guardò mettendo il broncio.

“Vieni fuori, sotto la pioggia, con me?” gli chiesi, sorridendo. Lui mi osservò incuriosito.

“Ma non odiavi l’acqua?”

“Ho cambiato idea...”

Scoppiò a ridere, “Guarda che non funziona mica così!” mi disse alzandosi dal letto, “Allora sbrighiamoci a vestirci, che potrebbe smettere di piovere!”

Sorrisi anche io.

“Ti ricordo che ti sei messo le mie mutande...” gli dissi e lui iniziò a togliersele.

“Che fai! Non penserai mica che me le voglia rimettere ora che le hai indossate te!”

“Allora le tengo io...”

“Fa come vuoi, te le regalo!” e scoppiai a ridere. Ci vestimmo in fretta e Akanishi fu subito alla porta. A quel punto però si bloccò e mi guardo serio.

Do you love me?

“Ancora!? Muoviti a scendere, idiota!”

 

<<Le gocce della pioggia sono le lacrime della nostra chitarra.

 

Il tuo tocco sulle mie guancie confuse,

E’ questo il calore che voglio ricordare.>>

 

 

Postfazione: Finita xD Che conclusione del cacchio xD Ma non mi veniva in mente altro! Gomenne... alla fine è venuta più dialogica di quello che mi aspettassi! Ma mi piace essere tornata a questa coppia... come notava Rory, era da QoP che non scrivevo una Jinda non AU x°°°D

 

[-->Che ne dite della fotuzza? Sono cariniiii <3<3 Soprattutto Uepi!! xD (ma io sono di parte :P) ]

 

Comunque... alla fine sono riuscita a continuare a scrivere... che bello!!! E tutto grazie a Rory che mi ha sbloccato Blossom... altrimenti starei ancora là a impazzirmi su come Junno poteva baciare Koki x°°D Grazie Rory, per tutto!!! Ti voglio bene! <3

 

Alla prossima!

 
 
Location: Ueda's heart <3
Mood: dirtydirty
Music: genki - JA
 
 
 
sylviakunsylviakun on March 10th, 2011 03:09 pm (UTC)
WUUUUAAAAAAA! ma quanto e ' carinaaaaaaaaaaa!! mi e' piaciuta un sacco, brava^^ .
cmq si vede lontano un miglio che jin e stracotto XDDDD!!ma non xche' gli chiede in continuazione " mi ami? " naaaaa!!!! XDDDD
A quel punto però si bloccò e mi guardo serio.
“Do you love me?”
“Ancora!? Muoviti a scendere, idiota!”
XDDDDDD! a questa frase stavo cadendo dalla sedia!! troppo bella XDDDDDDD!!

p.s. non hai sparato una ca....ta . la volevo proprio leggere GRAZIE^^

alla prossima ............kisu^^
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 10th, 2011 03:12 pm (UTC)
ahahah naaa jin non è cotto x°°°D grazie per il commento!!!! <3<3 e grazie per i complimenti *O*


Kiss <3
eos_92eos_92 on March 10th, 2011 03:25 pm (UTC)
Ah.. questa ultima chicca *__*
Ma io le leggo sempre in anticipo!!!!!

Ahahahah... e nella postfazione.. torna Blossom! Oddio.. non mi libererà mai di lei! (tipo "Yorokobi non Uta" al mare! Che ridere! xDD).

Complimenti, bella! E' proprio la ficci dolciotta che piace a me :D

Ti voglio bene <3
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 10th, 2011 03:34 pm (UTC)
ahahah ti seguirà fino alla tomba!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! x°°°°°D grazie che le leggi sempre e che mi aiuti a pensare ^O^ Ti voglio bene!!!

vedrai che sopravviveremo!!!!!!!!!!!!!!!!! <3<3

Ti voglio bene!!! <3
wizard_of_muenwizard_of_muen on March 11th, 2011 08:16 am (UTC)
Oo is this In italian???

I could only read the name XDDDD
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 11th, 2011 01:21 pm (UTC)
ahahah yea it s in italian x°°°°D and as u could read... it s jinda :P a very perv one tough x°°°D
wizard_of_muenwizard_of_muen on March 11th, 2011 10:27 pm (UTC)
YAY for JInDa Booo for I cant read it *fails* Good thing im take italian soon @___@;;; I can only read very few words in this fic (not counting there names XD)
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 13th, 2011 12:03 pm (UTC)
u gonna learn italian??*O* I m sorry u can t read yet :p and... which words can u understand? x°D
ily_chanily_chan on March 30th, 2011 11:32 pm (UTC)
Mmm...oggi è il giorno delle storie arretrate... sarà un mircolo...come dice silvia visto che io e raffa ci siamo decise a riprendere a scrivere e ho iniziato a leggermi tutte le ficcy arretrate "è Natale?"
Cmq mi è piaciuta tanto e credo che Jin abbia rischiato nel chiedere a Uepi di fare la parte della donna se non fosse stato per l'amore che li lega credo che Uepi l'avrebbe ucciso all'istante. lol

p.s. mi piace un sacco la foto me la frego ^^
Cry-Chan desu <392missmurder92 on March 31st, 2011 12:29 pm (UTC)
ahah chi ha dato il via? direi xD sono proprio contenta che tu le abbia lette tutte *-* veramente!! GRAZIE!!!

"se non fosse stato per l'amore che li lega"<-- bell'espressione, mi piace ^^

<3<3

ps. la foto l ho modificata io!! ti piace? :P
ily_chanily_chan on March 31st, 2011 01:31 pm (UTC)
sii infatti me la sono fregata! ^^
TakaYama IS MY LIVE!!!m4rionett3 on September 27th, 2011 07:31 am (UTC)
ah, there isn't one in english??

I can't read it... I don't understand italian T_T
though I like jinda fics.. I did face this problem once too.. tried to translate it in google but end up confused even more *pout*
Cry-Chan desu <392missmurder92 on September 27th, 2011 05:58 pm (UTC)
aww sorry I've never written a jinda in english D:
And you're right! Google won't work in cases like this...

Anyway, thanks for the comment ^^