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13 August 2010 @ 03:05 pm
[FanFic] TSUNAMI -One shot-  







Titolo:
 Tsunami
Fandom: Kat-tun
Capitoli: One Shot
Rating: Pg-13
Pair: TanaDa
Desclaimer: i nomi non sono miei, i personaggi si
Warning: Yaoi, Boy's love, Shounen ai, chiamalo come vuoi
Ringraziamenti: A Rory-chan <3<3
Note: Questo pairing è decisamente assurdo xD Mannaggia a Rory xD fortuna che non fanno nulla (per ora) O.o ahah


 

“La campana d’inizio suona.
 Il punto in cui scompare l’orizzonte,
mi ricorda i tuoi occhi.”
 

Arrivò al punto in cui i suoi piedi scalzi si bagnarono con quel liquido nero e si accucciò, cercando con gli occhi l’orizzonte.

Il suo mare di notte sembrava proprio un altro mondo. Sfiorò con una mano il punto in cui una stella si rifletteva sulla superficie e immaginò di poterla toccare veramente.

“Koki!!”

Qualcuno lo chiamava dalla strada. Uno dei suoi vecchi amici. Si alzò e ripercorse gli scogli all’indietro fino ad arrivare al muretto che separava la spiaggia dalla metropoli.

“scusate ragazzi, mi mancava l’oceano a Tokyo!” disse. Gli altri si misero a ridere accusandolo di essere un tenero.

Tanaka arrossì e colpì uno di loro per farlo smettere.

Quelli erano i suoi compagni d’infanzia, con cui aveva condiviso scuola e risse durante la sua adolescenza, prima del trasferimento nella capitale.

Ricordava a malapena i loro nomi e più volte li confuse beccandosi ogni volta un rimprovero. Ma che ci poteva fare lui, se la sua passione da rapper lo aveva portato lontano da casa sua per così tanto tempo?

Non sapeva nemmeno il motivo per cui a un certo punto era voluto tornare. Forse perché non camminava più su un terreno stabile da tempo. Aveva bisogno di ritrovare il suo equilibrio.

~

“allora Koki.. che vuoi fare questa sera?”

“eh?”

“dai, ti portiamo in un posto speciale..”

Tanaka si lasciò trascinare, ma li conosceva troppo bene per non avere un po’ di paura. E invece si ritrovò davanti al teatro Kabuki.

“te lo ricordi, Koki, quanto ci divertivamo a intrufolarci nei camerini per insultare gli onnagata ?” gli domandò uno di loro ridendo. Tanaka annuì riportando alla mente quelle bravate fugaci.

“non vorrete farlo ancora!” gridò poi sventolando una mano davanti al suo naso.

“macché, siamo cresciuti anche noi sai! Anche se siamo rimasti qui tutto il tempo” risposero prendendo Tanaka per la giacca di jeans strappata e portandolo dentro.

“non sono vestito adeguatamente..” cercò di lamentarsi, ma non venne ascoltato. Chissà cosa c’era di così speciale da vedere là dentro.

La risposta fu subito svelata nel momento in cui si spensero le luci e iniziò la rappresentazione scenica.

“ecco, ecco!” sussurrò il suo vicino di posto sistemandosi sulla poltroncina.

Una figura avvolta da drappi rossi e dorati occupò il palco a grandi falcate e Tanaka avvertì l’ agitazione del pubblico crescere in un attimo, mentre la geisha intonava una serie precisa di note accompagnata dallo shimasen.

Tanaka provò un attimo di smarrimento, come se quelle note e quelle movenze eleganti si intrufolassero dentro di lui svuotandolo da tutto il resto. Come se, improvvisamente, un mare in tempesta, diverso da quello che aveva bagnato i suoi piedi qualche momento prima, distruggesse tutti i suoi pensieri.

E si ritrovò a pensare al nulla. 

 

All’uscita sembrava un fantasma in balia del vento.

“Koki, allora com’è stato?” chiese un suo amico saltellando. Tanaka cercò di recuperare un po’ di ideogrammi sparsi tra le onde.

“quella geisha.. era un ragazzo, vero?”

“si,” rispose il più grande tra di loro “si chiama Ueda Tatsuya.. lo veniamo a vedere tutte le sere.. o meglio.. tutte le sere che non lavora”

“eh?”

“no niente..” rispose quello facendo il vago. Gli stava nascondendo qualcosa.

“devo saperlo, che volevi dire? Quale lavoro?” improvvisamente volle sapere tutto su quell’artista che, come il mare, lo aveva fatto precipitare in un mondo che non sembrava affatto il proprio.

“e va bene, te lo mostreremo.”

~

Fecero il giro dell’enorme teatro addentrandosi in un quartiere della città che non aveva mai visto, nemmeno da piccolo.

Le strade erano buie e strette e le uniche persone che si aggiravano da quelle parti erano ubriachi e prostitute.

Tanaka si strinse nel cappotto, persino l’aria che respirava sembrava odorare di malsano.

I suoi amici invece sembravano conoscere la strada e raggiunsero una casa da tè, come quelle che esistevano nel periodo Edo, brulicanti di geisha. Solo che in quel tempo, a quelle artiste, era rimasto davvero poco della loro antica eleganza. 

“ecco, lui lavora qua dentro, tutti quei giorni che non si esibisce a teatro.”

Entrarono e la padrona li accolse come se fossero clienti abituali. Tanaka restò a bocca aperta. Impossibile. Tutto quello non era possibile, quel ragazzo non apparteneva affatto a quel mondo.

“Koki, noi allora andiamo nell’altra stanza, Ueda di sicuro questa sera non c’è.. ma te puoi farti accompagnare da qualcun altro..ci sono anche ragazze se preferisci.”

“ma che dite..?” chiese piano Tanaka mentre la padrona lo voleva scortare lungo un corridoio “aspetti, mi scusi.. non voglio..” ma la donna non lo ascoltò e iniziò a punzecchiarlo per farlo camminare.

Percorsero un paio di corridoi e una rampa di scale e alla fine la signora lo abbandonò davanti una porta semitrasparente da cui si intravedeva una figura in attesa.

“guardi, ha capito male..” tentò di nuovo Tanaka ma ancora una volta la padrona non rispose e, inchinandosi, se ne andò sorridendo. Alla fine il rapper si arrese e sospirò.

Poi un rumore da dentro la stanza lo attirò e decise di sbirciare all’interno.

“sono occupato” disse Ueda Tatsuya senza alzare lo sguardo dal tavolo pieno di carte. Tanaka si immobilizzò alla sua vista e rimase sull’uscio senza parlare. Non indossava affatto abiti tradizionali e quando alzò lo sguardo, sul suo viso, si poteva leggere la stanchezza provocatagli dall’esibizione di pochi minuti prima.

“ah..un cliente..” disse assumendo un atteggiamento zelante “al momento non posso servirla signore, se vuole può..”

“non sono un cliente” disse secco Tanaka recuperando la facoltà della parola.

“e cosa vuoi allora? Seppure io interpreti il ruolo della geisha anche fuori dal teatro, se vuoi comprarmi non puoi permettertelo..” disse freddo tornando ai suoi fogli.

Tanaka venne come trafitto.

“ma di che parli?” alzò la voce ed entrò chiudendosi la porta alle spalle “cosa ci fai qua dentro?”

Ueda restò qualche secondo imbambolato cercando di capire se per caso conosceva quel ragazzo vestito con solo jeans strappato e di bassa qualità.

“chi sei?” chiese squadrandolo, poi sistemò il suo gilet nero e si alzò.

“non importa chi sono io.. ti ho visto a teatro questa sera, non puoi essere la stessa persona.. quello sul palco non sei..”

“ma che ne vuoi sapere te?” gridò Ueda afferrandolo per la maglia e facendogli sbattere la schiena sul muro.

Tanaka non si oppose, proprio come si fa quando si è travolti dalle onde e non resta più nulla da fare se non abbandonarsi alla loro forza.

“non sai nulla.. proprio nulla di me” continuava a sibilare con i denti serrati. Poi all’improvviso sorrise gelido.

“aah.. capisco” disse infine mollandogli la maglia “ti piace questo genere di preliminari, eh?”

Poi si sfilò il piccolo gilet nero dalle spalle e si passò una mano sul collo.

“questa sera sono particolarmente stanco, ma te mi piaci.. magari ti faccio pure il servizio completo gratis, che ne dici?” chiese sfiorandogli una guancia.

Tanaka si irrigidì e lo scansò, ma Ueda era forte e lo afferrò per un braccio trascinandolo sotto di sé.

“f-fermo.. che fai? Ti ho detto che io..” iniziò a dire ma l’altro lo aveva bloccato a terra e iniziava a baciargli il collo.

“a dispetto dei vestiti strappati, hai un buon odore” sussurrò la geisha sulla sua pelle.

Tanaka trattenne un gemito e trovando la forza chissà dove riuscì a toglierselo di dosso. Poi si rialzò ansimante.

Restò qualche secondo ad osservare quel ragazzo ancora a terra. Ma lui teneva il capo inclinato in basso e non lo guardava.

Attorno a quella figura ora aleggiava un’aura diversa, che non apparteneva più alla “geisha” intraprendente di prima, come se gli avessero risucchiato tutta l’energia vitale che possedeva. Sembrava addirittura debole.

‘Tatsuya..Tatsuya..’ lo chiamava la sua mente, mentre il suo corpo iniziava ad agire da solo: si voltò e corse via.

~

L’aria fuori era gelida ma a Tanaka non importava granché.

Scappò da quel quartiere e continuò a correre, finché non tornò in vista del mare. Superò gli scogli e lasciò che ancora una volta i suoi piedi trovassero riparo nell’acqua.

Cadde in ginocchio.

La luna aveva percorso un ingente arco di cielo ed ora era visibile il suo riflesso nell’acqua. Ma se quell’immagine finta era bella quanto l’originale, perché per quanto riguardava Ueda l’unica cosa a brillare era il suo riflesso?

 

Il mare era piatto e non tirava un filo di vento. Se ripensava all’irruenza di quel ragazzo, quel silenzio sembrava proprio irreale.

Si bagnò il viso con l’acqua tentando di calmarsi. Perché quel ragazzo ora gli stava così tanto a cuore?

Lo avrebbe dimenticato, tanto mancava poco al suo ritorno a Tokyo e tutto sarebbe tornato al suo posto da solo. E dire che era tornato a Chiba per ritrovare la serenità. Fece un profondo respiro e si alzò assaporando a fondo l’odore dell’oceano.

Incosciamente, pensò che, a volte, quel filo rosso appariva proprio nei momenti più inaspettati.

 

“Koki, sei te?” ancora una volta qualcuno lo svegliò dai suoi pensieri e si voltò.

“ah, ciao.. hai.. finito alla sala da tè?” gli domandò noncurante Tanaka una volta che il suo amico gli si era avvicinato.

“si” rispose sedendosi su uno scoglio “e te?”

“io non ci tornerò mai più”

Gli tornò in mente la sensazione di sporco che aveva provato nel momento in cui Ueda lo aveva toccato. Ebbe un brivido e si passò una mano sul proprio collo, dove la lingua di quel ragazzo lo aveva bruciato.

~

Il palco fu di nuovo suo.

La geisha si riconquistò gli sguardi del pubblico con un semplice gesto. Fece una giravolta e le rifiniture argentate del tessuto blu che fasciava il suo corpo brillarono alla luce dei fari.

Poi si bloccò con le braccia allargate e due ragazzi si avvicinarono con una maschera bianca in mano. Strinse i pugni.

Ueda si sentì in trappola, stavano per nascondere il suo volto con quella cosa e poi non sarebbe più stato lui, ma solo una marionetta nelle mani del copione.

In quei pochi secondi che gli restavano volse lo sguardo verso la platea oscurata, cercando con gli occhi una qualche luce che lo potesse salvare.

 

Tanaka notò quell’incrinatura del suo volto, come contratto dalla sofferenza, e non poté far a meno di pensare che, per quel secondo, il suo riflesso era diventato reale. Trattenne il fiato e poi Ueda Tatsuya scomparve dalla scena. Al suo posto, un’artista anonima vestita d’azzurro.

 

Si era promesso di volerlo dimenticare, invece tornò al teatro anche la sera successiva, ma di Ueda nemmeno l’ombra. Ad un certo punto apparve sulla scena un personaggio vestito di giallo e oro con una maschera bianca sul volto. La platea trattenne ancora una volta il fiato ma Tanaka non cadde nel tranello. Quello non era Ueda. Avrebbe riconosciuto il suo corpo e le sue mani tra mille.

Inizio ad agitarsi e tamburellò le dita sulle sue gambe attendendo la fine dello spettacolo. Se lui non recitava, questo poteva solo significare che, quella sera, si trovava senza dubbio alla sala da tè.

 

Sentiva il corpo pesante, mentre si incamminava senza meta fuori dal teatro. Le sue gambe lo portarono davanti al mare.

Pensò ancora una volta a Ueda. L’oceano gli ricordava proprio le sue fattezze. Strinse una mano, ma tra le sue dita solo aria.

Il vento era forte e le onde del mare sembravano voler sommergere tutto.

Quello era lui.

In quel momento desiderò salvarlo. Desiderò distruggere quella diga che impediva il suo scorrere libero e impetuoso.

 

Infranse la propria promessa e si precipitò dietro al teatro, ripercorrendo quei vicoli così lontani. Arrivò alla sala da tè e chiese senza riprendere fiato di volerlo vedere. La padrona scosse la testa sorridendo, rispondendo che in quel momento era occupato con un cliente.

La rabbia iniziò a salirgli in corpo e si diresse all’interno senza avere il permesso. Percorse ancora una volta quei corridoi desolati a passo svelto e, quando arrivò davanti alla stanza di Ueda, fece scorrere la porta senza indugi.

All’interno un uomo sulla quarantina era seduto a terra e guardava con occhi sognati il candido petto di Ueda, che proprio in quel momento si stava sfilando di dosso un bellissimo kimono rosso, simile a quello che indossava nella esibizione a teatro in cui Tanaka lo aveva visto per la prima volta.

Non appena gli occhi di Ueda si incrociarono con quelli di Tanaka, questo si placò e rimase fermo ad osservarlo.

“che vuoi te?” disse quell’uomo seduto a terra, infelice del fatto di essere stato interrotto proprio sul più bello.

Tanaka sembrò riscuotersi ed entrò nella stanza afferrando Ueda per un braccio.

“vieni via” disse determinato, poi lo trascinò via. Ripercorsero al contrario quei corridoi e infine sbucarono sulla strada, mentre la padrona non fece in tempo nemmeno a rendersi conto di quello che stava succedendo.

Non appena furono a contatto con l’aria pungente Tanaka prese a correre e Ueda, senza proferire una singola parola, si lasciò trascinare.

 

Per la prima volta nella sua vita, mentre correva, provò uno strano sentimento. Per la prima volta Ueda osò pensare di poter essere libero da ogni vincolo e di poter vivere lontano da quelle strade, avendo il pieno controllo del proprio corpo. E, infine, trattenne il respiro, una volta che si ritrovò davanti al mare.

Il vento era davvero forte e riusciva a insinuarsi tra le pieghe abbondanti del suo kimono, fino a solleticargli la pelle. Tanaka lo lasciò andare e gli sistemò meglio sulle spalle quei tessuti color del fuoco che continuavano a gonfiarsi per poi tornare velocemente ad aderire alla pelle come risucchiati.

Ueda salì sopra il muretto che separava la strada dagli scogli e poi scese, avvicinandosi all’acqua. A metà strada si voltò verso l’altro, incitandolo a seguirlo con solo lo sguardo.

~

Sebbene quella loro ‘relazione’ sembrava non aver particolare bisogno di parole e discorsi, Tanaka si scusò con Ueda per averlo strappato al suo cliente, poi si accucciò a terra, proprio nel punto in cui, per poco, le onde non arrivavano.

“non c’è bisogno che ti scusi.. anzi.. forse dovrei ringraziarti..” disse il ragazzo sedendosi li accanto “forse hai ragione te. Questo non è il mio mondo.. non so quale sia il mio mondo”

Tanaka tenne costantemente gli occhi verso l’orizzonte, nel punto in cui le stelle diventavano puro riflesso.

“ma te chi sei insomma? Non so nemmeno il tuo nome..”

“Tanaka Koki”

Il vento fece uno strano singulto e poi cessò del tutto. Il kimono di Ueda tornò dolcemente al suo posto. Le onde diminuirono d’intensità e si ritirarono pacificate nei fondali marini.

“te..” continuò Ueda imbarazzato “sei l’unico fin’ora che mi abbia trattato da persona.. però non capisco cosa stia succedendo.. queste cose solitamente non accadono nella realtà.. i principi azzurri non esistono.. e quest’atmosfera che percepisco ora.. è talmente irreale che mi sembra di stare sognando”

Poi sorrise e si coprì il viso con la manica ampia del kimono per nascondere il rossore.

 

Anche Tanaka pensò che tutto quel suo ritorno alle origini fosse un sogno; e persino la presenza di quell’Ueda così diverso dalla geisha che era, fosse illusorio. Sorrise e staccò gli occhi da quella distesa ampia di acqua che oramai conosceva a memoria per focalizzarsi su un altro di mare, forse addirittura più profondo.

 

La luna si rifletteva negli occhi di Ueda. Tanaka desiderò che quel sogno si concretizzasse anche nella realtà.

“vieni con me a Tokyo e ricomincia là la tua vita.. io, se vuoi, ti sarò accanto”

 

Ueda, che per un secondo si era perso nella voragine degli occhi dell’altro, si riscosse.

“venire con te..” disse flebilmente, mentre una piccola luce della speranza si accendeva dentro di lui “ma si può ricominciare? Il mio corpo è segnato ormai..”

Tanaka gli si avvicinò e portò le sue braccia attorno al corpo dell’altro, poi strinse forte.

“non so cosa ci sia che mi lega a te,” sussurrò mentre Ueda si lasciava andare a quel calore sconosciuto “ e nemmeno posso dire di conoscerti, ma sento che la tua anima è pura.” Poi passò una mano tra i suoi capelli e lasciò che il suo odore forte lo inebriasse.

“se vuoi,” continuò Tanaka allontanandosi per guardarlo negli occhi “puoi ricominciare anche da ora”

Le iridi di Ueda brillarono per un secondo incontrando un riflesso del mare e poi tornarono nere. Alzò una mano e la passò dietro la nuca dell’altro, poi avvicinò le sue labbra e lo baciò.

Tanaka restò un secondo perplesso per quel contatto ma poi socchiuse la bocca e lasciò che le loro lingue si incontrassero.

~

Dopo due giorni Ueda seguì Tanaka nella capitale. La sua vita iniziava veramente solo in quel momento. 


“E quindi riparto.
Indietro, restano solo i ricordi.

Mi hai lasciato questo messaggio:
‘se guardi indietro, non ti perdonerò.’

Questo piede si muove in avanti,
Questa mano afferra qualcosa.

Mi hai detto:
‘Non guardare mai indietro, qualsiasi cosa dovrai affrontare’

Si, non guarderò più indietro.
Si, non ci sarà mai più niente che potrà distruggermi.”
 

Ps. Riflessione finale. Destinatario: non lo so xD

Ah finita! Era ora, questa KokixUeda non voleva andare avanti da sola.. quindi è toccato a ma riuscire a farlo xD

Comunque.. forse sarà anche per il fatto che questi giorni, la sera, c’è la festa e quindi non ho ispirazione se c’è luce.. che cosa strana xD

Vabè .-. ora la festa è finita e mi tocca ricominciare a studiare.. che pizza! Ho paura!!! *ride*

Sta di fatto che, come dice ‘she said’.. NEVER LOOK BACK, WHATEVER YOU FACE!! E io per il momento non guarderò indietro.. affrontando anche quest’ultimo anno.. (anche se poi avrò solo finito di iniziare xD)

Ma basta parlare di questo!! Vado a vedermi il PV di Bokura no Machi de O.O

 

‘Jibun no shinjite, kono kaze ni notte!!’ ascoltando -WIND- (aaah ora c’è ‘Bandage’!! Basta, uccido I-Tunes xD)

 

Jà!

“Nonostante abbiamo soltanto fatto preoccupare tutti, Io amo ancora i KAT-TUN.
Odio quando gli altri ragazzi si fanno male.
Se dovessero farsi male, vorrei aiutarli.
Malgrado non abbia pianificato di tenerci per mano e camminare avanti insieme,
Vorrei offrire le mie mani qualora si facessero male.

Siete tutti felici con noi?
Io sono molto felice perché voi siete qui.

Se tutti sono felici...
Se tutti potessero sorridere per noi,
Anche io porterò il mio sorriso sul palco.
A qualunque costo."-TK-

 

 


 
 
Location: Home
Mood: hopeful<3
Music: Love in snow -Ueda Tatsuya-
 
 
 
eos_92eos_92 on August 13th, 2010 05:49 pm (UTC)
Tu che conosci il mare...
AH! La tua ultima e bellissima creazione!
Ora aspetto con impazienza la RyoP... ^^ Chissà se la mia AKame senza lieto fine prenderà verso??

Comunque... più ci penso e più Tatsu e Koki mi piacciono insieme... ma il mio Yucchi?
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 13th, 2010 05:58 pm (UTC)
Re: Tu che conosci il mare...
*-* si, vediamo se anche la mia RyoP con lieto fine prenderà verso come la tua xD
harin91harin91 on August 13th, 2010 08:05 pm (UTC)
Benvenuta sulla Pasticceria, cara ^^ (anche se mi fa strano dirlo sul tuo LJ xD). Se hai bisogno di aiuto chiedi pure, anche se il post che ti è costata tanta fatica (lo so bene, LJ è un po' uno strombolo ç__ç) è venuto perfetto! xD
Buona permanenza e buono scribacchiaggio, deliziaci con tutte le fanfiction che vuoi *__*
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 13th, 2010 08:07 pm (UTC)
ah grazie *.* in effetti ci ho messo un pò ma poi ora ho capito come funziona ^^
grazie ancora (anche se te lo dico sul mio lj ahah)xD
tenshi_no_jin: ✂ ...Baka Friendstenshi_no_jin on August 14th, 2010 09:43 am (UTC)
Una KokiXUeda *________* Che spettacolo!!! *happy*
Complimenti per aver iniziato con una coppia così particolare ;D
Spero ne scriverai altre :D
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 14th, 2010 10:06 am (UTC)
ahah ti piace davvero?? *.* che bello xD

grazie del commento ^^
tenshi_no_jintenshi_no_jin on August 14th, 2010 10:08 am (UTC)
Ma figurati ^^
E' sempre bello leggere una fanfic sui KAT-TUN d*____*b
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 14th, 2010 10:09 am (UTC)
ah *-* allora mi viene voglia di postarne altre *.*
tenshi_no_jin: ☆ Kame White X'mastenshi_no_jin on August 14th, 2010 10:13 am (UTC)
Douzo, douzo !!! *-*v

Se posso permettermi, quali sono le tue coppie preferite?! *_______*
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 14th, 2010 10:16 am (UTC)
questo discorso mi fa venire in mente cose tristi t.t ahah no scherzo.. allora sono la Jinda, JunnoxKame e TaNaka... però ultimamente (cioè da qualche mese ormai xD) li mischio parecchio.. soprattutto dopo questa cosa di Jin... ma vabbè xD quindi ora Kame lo appiccico a Uepi xD però ho scritto anche altre cose tipo KokiXKame o JinXMaru xD te invece??
tenshi_no_jin: Only 聖亀tenshi_no_jin on August 14th, 2010 10:26 am (UTC)
Io non ho problemi XD Nella mia testa non c'è una solo coppia che non abbia slashato X°D
Comunque è vero, questa cosa di Jin ha portato ad un supermixaggio u.u" XDD
A parte tutto mi piace la KoKame, la TaNaka, la JunDa, la MaruKa, la KameDa... tutte?! No, tutte no XDDD
La mia OTP è l'Akame ♥, ma questo ormai è un altro discorso... *sad*
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 14th, 2010 10:31 am (UTC)
ahah anche io spazio parecchio nelle coppie ahah
uhuh ma l'akame resterà nei nostri cuori T.T

ah avevo intenzione di postare un Akame (AU) come mia prossima ficci ^^ quando lo farò spero la leggerai :P
tenshi_no_jin: ♡ Akame Cartoontenshi_no_jin on August 14th, 2010 10:38 am (UTC)
Un' Akame?! *____________* +scodinzola felice+
Certo che la leggerò! Puoi contarci :DDD

Ti dispiace se ti aggiungo tra gli amici?! :)
Ah! Io sono Gioia, piacere d^W^b
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 14th, 2010 10:41 am (UTC)
uhuh <3<3 veramente sono indecisa tra due akame, ma dato che una racconta la prima volta che jin torna dall america allora ho deciso di optare per la seconda (col mondo parallelo vado sul sicuro xD). e poi sempre in questa ficci c'è la JunDa abbastanza esplicita e una taNaka che solo vere intenditrici riuscirebbero a captare mauhahaha xD

comunque certo che puoi aggiungermi!!!! *-* Io sono Cristina, piacere miu <3
tenshi_no_jin: ✂ ...Take me awaytenshi_no_jin on August 14th, 2010 10:56 am (UTC)
Oh! *0*v
Bene, bene! Aspetterò che la pubblichi :D

Thanks!
eos_92eos_92 on August 14th, 2010 02:15 pm (UTC)
Quanti bei commenti per questa Koki X Tatsu! Visto che hai fatto bene a finirla? (e io a romperti le palle!^^)...
Baka! ^__^
Cry-Chan desu <392missmurder92 on August 14th, 2010 05:11 pm (UTC)
ahah xD infatti non l avrei finita in effetti.. mannaggia a te *-*
Fairy_of_Lust: marlongodfatherfairy_of_lust on April 5th, 2011 06:47 pm (UTC)
[e io dico accidenti. Possibile che a quest'ora lj mi cilecchi SEMPRE? Ti avevo scritto un commento lunghissimo T.T ed ora è nell'etere ç-ç Tra l'altro scusa se ti commento solo adesso, ma appena dopo che ti ho scritto che sarei corsa a leggere ne sono successe di tutti i colori xD]

Innanzi tutto, è DAVVERO bellissima. E in italiano rende ancora di più (ci avevo visto giusto ;D)! Rende bene la malinconia di cui è pervasa e la delicata tensione agrodolce tra loro due ♥

Posso dirti cosa ho amato di più? ><

"Poi si bloccò con le braccia allargate e due ragazzi si avvicinarono con una maschera bianca in mano. Strinse i pugni.
Ueda si sentì in trappola, stavano per nascondere il suo volto con quella cosa e poi non sarebbe più stato lui, ma solo una marionetta nelle mani del copione.
In quei pochi secondi che gli restavano volse lo sguardo verso la platea oscurata, cercando con gli occhi una qualche luce che lo potesse salvare.
Tanaka notò quell’incrinatura del suo volto, come contratto dalla sofferenza, e non poté far a meno di pensare che, per quel secondo, il suo riflesso era diventato reale. Trattenne il fiato e poi Ueda Tatsuya scomparve dalla scena. Al suo posto, un’artista anonima vestita d’azzurro."

Questa scena è davvero bellissima! Proprio l'immagine che rievoca lo è! *v*

Restò qualche secondo ad osservare quel ragazzo ancora a terra. Ma lui teneva il capo inclinato in basso e non lo guardava.

"Attorno a quella figura ora aleggiava un’aura diversa, che non apparteneva più alla “geisha” intraprendente di prima, come se gli avessero risucchiato tutta l’energia vitale che possedeva. Sembrava addirittura debole."
QUESTO pezzo, davvero toccante, uno da queste righe riesce a sentire il travaglio interiore del piccolo Ueda-geisha-prostituta e di quante contraddizioni, a tratti quasi eroiche, eteree, a tratti penose, fosse fatta ormai la sua vita.

E in generale tutte le metafore con le onde, ogni e dico OGNI scena sulla riva del mare, semplicemente splendida ♥ Davvero toccante!

Thank you for sharing~


Cry-Chan desu <392missmurder92 on April 5th, 2011 06:55 pm (UTC)
nuoooooooo ma LJ lo uccido >.< Grazie per aver riscritto il commento *___________________* mi ha fatto taaaaaaaaaaaaaaaaanto piacere, non ti rendi conto :P anche perchè essendo una ficci vecchiotta (c'è di peggio eh xD) sono sempre un pò timorosa al riguardo ^^ invece sembra che ti sia piaciuta! *________* *me commossa*
Davvero GRAZIE!!!!!!!!!!!! <3<3

un bacio!<3<3<3

ps. ovviamente la lingua italiana rende molto di più dell'inglese :P e poi aggiungiamoci il fatto che non sono una cima xD
Fairy_of_Lust: hotfairy_of_lust on April 5th, 2011 07:03 pm (UTC)
Anch'io ero sul punto di ucciderlo! Non so perchè ma ultimamente fa i capricci di sera! Proprio nel momento in cui ho la possibilità di starci di più T.T

E invece non devi essere timorosa U.U
Abbi fiducia nelle tue creazioni, scrivi davvero bene! ^v^

Un bacio anche a te! ♥ xD

ps: e invece il tuo inglese era comprensibilissimo U.U Solo che l'italiano è.. spettacolare! Dà una così vasta varietà (si può dire "vasta varietà"? XD) di possibilità di espressione!! ♥

Ancora, grazie a te per averla postata!
Cry-Chan desu <392missmurder92 on April 6th, 2011 05:07 am (UTC)
*____________*
potrei morire felice ora
*____________*

GRAZIEEEEEEE ^O^

e hai ragione, c'è una varietà maggiore nella lingua italiana ^^ e sfumature che l inglese non riuscirebbe a trasmettere ^^

BACIO!!!! E grazie e te <3<3

uh uh sono contenta xD